Inter, D'Ambrosio: 'Ho detto no a due offerte importanti per rimanere. Qui ho visto il buio, ora siamo rinati. Lukaku...'

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Danilo D'Ambrosio è quel tipo di giocatore del quale ti accorgi quando manca. E' sempre lì, a disposizione dell'allenatore dell'Inter. Dal 2014. I nerazzurri hanno cambiato panchine, giocatori e presidenti; ma lui è sempre lì: "Per attaccamento alla maglia, o ce l'hai o ti viene giocando. E inoltre sono sempre stato un professionista serio - ha detto il difensore nerazzurro a La Gazzetta dello Sport - Dal nuovo anno mi aspetto una crescita. Non dobbiamo accontentarsi, anche se è più difficile confermarsi che stupire. Puoi stupire una volta, ma per ripetersi serve qualcosa in più".

CAMBIAMENTO - "In estate tanti pensavano al peggio, ma nello spogliatoio eravamo molto più tranquilli rispetto all'esterno. È arrivato un allenatore che ci ha dato idee senza togliere le basi dello scorso anno, finora abbiamo fatto tutti un gran lavoro. Rispetto all'anno scorso siamo più liberi a livello tattico e possiamo fare scelte diverse rispetto a quelle provate in allenamento; ma solo se il risultato ti fa giocare col sorriso".

RINASCITA - "Io, Handanovic e Ranocchia abbiamo visto il buio, vivendo sulla nostra pelle alcuni momenti. Ho visto andare via i tifosi per protesta, ora sento lo stadio che canta il mio nome. Essere partiti da lì ed essere arrivati qui è una doppia felicità. Conquistata la qualificazione in Champions nel 2018-19 il club ha potuto fare gli investimenti che ci hanno permesso di venire qui. Dopo quel salvataggio e dopo il gol contro la Lazio dell'anno prima nello scontro diretto per la Champions, ho visto un apprezzamento diverso da parte dei tifosi verso di me".

SCUDETTO - "Ci prendono se sbagliamo noi... Ma Napoli, Atalanta e Milan staranno là fino alla fine. Adesso fa comodo metterci pressione, ma a lungo siamo stati noi a dover inseguire. Quando Bastoni gioca più avanti di Dzeko mi preoccupo, penso che devo difendere io al suo posto. Ma il concetto di occupazione dello spazio ci sta guidando".

RETROSCENA - "La vita è questione di equilibrio: prima lo trovi, meglio stai. Noi siamo pagati per allenarci, non per fare domande. Lo pensavo quando giocavo 40 gare all’anno e lo penso adesso che ne gioco 20. Quindi no, non mi pesa. A giugno scadenza il mio contratto e, causa Covid, c’era incertezza attorno. Era indelicato pure parlare di rinnovo. In quel momento due club mi hanno fatto offerte importanti, ma io ho aspettato fino all’ultimo che l’Inter si rialzasse e ho scelto di abbassarmi l’ingaggio perché questi colori sono la mia priorità. Il mio sogno è chiudere la carriera qua".

CAMPIONI - "Sia Hakimi che Dumfries hanno avuto difficoltà all’inizio, ma sono diversi loro e il modo in cui gioca l’Inter. La crescita, però, è simile. I campioni nerazzurri? Da giovane giocavo con Milito e Zanetti... Brozo ora vale il top d’Europa, con Skriniar e Bastoni abbiamo una difesa giovane e super, senza scordare Sanchez che ha classe superiore o Barella e Lautaro nel giro del Pallone d’Oro. E godiamoci pure Dzeko, che tatticamente ha un’intelligenza non comune".

LUKAKU - "Ognuno è libero di dichiarare ciò che vuole e ogni parola ha sempre una conseguenza. Per noi ieri è passato e domani è futuro: conta solo il presente. Conta l’oggi, l’Inter di oggi. Se lo vogliamo riprendere? È una domanda per Marotta o Ausilio. Non è un argomento di conversazione tra noi giocatori".

GINTER - "Chiunque arriva, qua ci sono delle regole che valgono per tutti: non conta il nome che hai dietro, ma lo stemma che hai davanti".

NAZIONALE - "Per me ce la faremo ad andare al Mondiale. Conosco il gruppo, so il clima che c’è e il modo di giocare: stavolta sarà diverso".

FUTURO - "Amo la ristorazione: ho un locale in corso Sempione a Milano e ne aprirò altri. Magari farò pure la pizza anche perché quella delle mie parti è sempre più buona di quella che mangiamo qua".

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