Inter, Darmian il simbolo di un mercato sostenibile... anche con Zhang

Emanuele Tramacere
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E sono 4 di cui 3 in campionato e uno, purtroppo inutile ma che ha dato speranza a tutta la società perfino nel girone di Champions poi concluso all'ultimo posto. Matteo Darmian si sta rivelando l'arma aggiunta dell'Inter di Antonio Conte che rinuncia raramente al suo jolly di fascia e che ha regalato ai nerazzurri 6 di quei punti che oggi stanno facendo sognare la conquista di uno scudetto sempre più vicino.

SIMBOLO... - Darmian è senza ombra di dubbio uno dei simboli di questa stagione, dell'unità di un gruppo che si sta dimostrando umile e coeso, sempre a disposizione dell'allenatore e compatto nel cercare di riabilitare una stagione in cui la scottatura dell'eliminazione dalle competizioni europee brucia ancora forte. Da Matteo mai una parola fuori posto, sempre pronto sia da esterno di destra come vice-Hakimi che da esterno di sinistra come vice-Perisic, ma anche la posto di Bastoni come braccetto di sinistra della difesa a 3. Chi avrebbe pensato che un giocatore arrivato in grande silenzio a Milano avrebbe avuto un impatto così decisivo sull'annata nerazzurra?

...DI UN MERCATO POSSIBILE - Probabilmente Antonio Conte, che lo ha sponsorizzato alla dirigenza, ma anche Beppe Marotta e Piero Ausilio, che lo hanno acquistato con una formula onesta dal Parma a inizio anno. Proprio il suo trasferimento, in prestito con obbligo di riscatto a 2,5 milioni di euro al termine dell'attuale annata rappresenta anche un appiglio per il mercato del futuro che, a prescindere da chi ci sarà in società, e quindi anche con Zhang, dovrà giocoforza essere "sostenibile". Tenere l'ossatura della squadra attuale, sostituire i titolari che riceveranno offerte top con altri di pari impatto e completare l'orgnaico con giocatori low cost, ma ampiamente funzionali al gioco dell'allenatore. Darmian è il simbolo di tutto questo, in campo e fuori.