Inter, giù la maschera: le parole di Marotta sono un attacco a Inzaghi

Questa volta Marotta non ha indossato alcuna maschera, né si è ornato della sua consueta capacità di smorzare le tensioni. Tutt’altro, l’amministratore delegato dell’Inter ha voluto evidenziare mancanze che ad Appiano stanno pericolosamente diventando di casa. A margine della partita di Torino, Inzaghi aveva parlato di sconfitta immeritata. Concetto capovolto da Marotta 12 ore dopo, quando l’ex Juventus ha autonomamente voluto parlare di “sconfitta assolutamente meritata nonostante le numerose defezioni dei bianconeri”. Lo ha fatto per mandare un messaggio al suo allenatore, una stilettata. Come quando si è sbilanciato sul sorteggio Champions, definendolo “sulla carta favorevole”. Uno con l’esperienza di Marotta non si sognerebbe neanche di parlare così di un ottavo di finale, specie il giorno seguente al dolorosissimo inciampo di Torino. Ma il discorso cambia se con quelle parole intendi arrivare al cuore del problema, ovvero responsabilizzare squadra e allenatore.

Giusto che suoni il campanello d’allarme, dunque. Questo pomeriggio ad Appiano c’è stata la consueta riunione tecnica, con la squadra che si è riunita in sala video per analizzare davanti allo schermo le sbavature di Torino. Raccogliendo e montando tutte quelle accumulate da inizio stagione a oggi, ne uscirebbe una commedia da Oscar. Cinque sconfitte e otto vittorie, due arrivate al 95’ contro Lecce e Fiorentina e una arrivata all’89’ contro il Torino. A guardarla bene, è già un miracolo che l’Inter sia riuscita a rimanere ancorata al treno Champions. E infatti è proprio questa la più grande preoccupazione di dirigenza e proprietà: precipitare e perdere il quarto posto.

Ecco perché dirigenza e tecnico trascorreranno molte ore insieme da qui alla pausa. Se non arriveranno sei punti dalle partite contro Bologna e Atalanta, sarà necessario considerare anche scelte finora sempre scartate da Marotta. Dal club arrivano per adesso notizie di conferma sul futuro dell’allenatore, ma al di là della qualificazione agli ottavi di finale di Champions, il quarto posto rimane un obiettivo fondamentale per il club e allontanarsi troppo significherebbe dare a Zhang l’ultima e definitiva batosta.