Inter: gli scontri diretti sono un problema. Con Inzaghi solo il 37% di vittorie in Serie A. Allarme Champions

Le prime 5 giornate di Serie A hanno certificato quanto più o meno tutti gli allenatori delle "8 sorelle", le 8 big di questa annata (Milan, Inter, Juve, Roma, Napoli, Lazio, Fiorentina e Atalanta) stanno ribadendo da inizio anno, ovvero che quello 2022/2023 sarà un campionato equilibrato in cui, sicuramente, saranno importanti se non addirittura fondamentali gli scontri diretti. E qui, in casa Inter, non può che scattare ben più di un campanello d'allarme perché, da quando sulla panchina nerazzurra siede Simone Inzaghi, il dato per la Serie A non è entusiasmante.

SOLO il 30% DI VITTORIE - Partendo dall'inizio della passata stagione, arrivando fino al derby perso per 3-2 nella serata di ieri e considerando solo le gare di Serie A decisive per lo scudetto, l'Inter ha all'attivo soltanto poco più del 37% di vittorie. Solo 6 su 16 e con 6 pareggi, oltre ai 6 gol subiti in due partite quest'anno contro Lazio e Milan.

ALLARME CHAMPIONS - A cosa è dovuto? Inzaghi ieri ha parlato di rabbia mancante e di blackout che forse sono ancora più preoccupanti. Perché se l'anno scorso in Coppa Italia e Supercoppa (ovvero nelle gare da dentro e fuori) l'Inter non si è mai persa, anche in Champions contro il Real nei giorni e il Liverpool all'andata, il "momento no" si è sempre verificato portando a 3 ko su 4 di cui la vittoria al ritorno coi Reds comunque ininfluente). E guardando al Bayern mercoledì e a un girone di Champions che di scontri diretti ne prevederà parecchi, il campanello d'allarme ad Appiano Gentile rischia di diventare una campana bella grossa.