Inter, grazie a Icardi una plusvalenza da record. Le vere cifre di Lukaku ed Eriksen

Pasquale Guarro
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Tra Antonio Conte e Christian Eriksen i rapporti sono sempre più tesi e la separazione a gennaio sembra ormai inevitabile. Un fallimento sportivo ed economico a giudicare dai numeri. Una scelta totalmente sbagliata, dato che Marotta ha fatto di tutto per prendere il calciatore lo scorso gennaio, nonostante dopo 6 mesi il contratto di Eriksen col Tottenham sarebbe scaduto, lasciando libero il calciatore di andare via a parametro zero.

CHE FLOP - Tempi d’attesa evidentemente troppo lunghi per Marotta, che ha preferito tagliare la testa al toro e portare immediatamente il centrocampista a Milano, nella speranza che la sua presenza potesse aiutare l’Inter ad agganciare la Juventus e magari vincere il titolo. Ma così non è stato e Christian Eriksen si è addirittura trasformato da soluzione a problema. Un bel problema, dato che la cifra a bilancio del danese è di 26.998 milioni di euro, di cui 7,5 corrisposti all’agente come commissione. Insomma, mica spiccioli per uno che sarebbe stato libero gratis solo sei mesi dopo. Una gestione che non può lasciare indifferente la proprietà, che qualche mese fa ha assecondato l’investimento dopo essere stata rassicurata sulla bontà dell’operazione.

ICARDI FINANZIA LUKAKU - Rimanendo sui dati da bilancio, c’è la cessione di Icardi ad offrire un buon motivo per essere felici. L’argentino ha generato una plusvalenza di 47,1 milioni di euro, record nella storia nerazzurra. Complessivamente, il club di viale della Liberazione ha generato un totale di 61,5 milioni di plusvalenze, poco meno della cifra versata per Romelu Lukaku, costato a Zhang 67,2 milioni di euro, compresi i 6 milioni versati nelle tasche di Pastorello in commissioni.