Inter infuriata per il caso Hakimi: in caso di negatività, possibile battaglia legale contro la UEFA

Stefano Bertocchi
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I due tamponi a cui si è sottoposto Achraf Hakimi prima e dopo il match dell'esordio dell'Inter in Champions League hanno dato un esito diverso nel giro di 24 ore. Il test organizzato dall’UEFA, con cui era stata accertata sia mercoledì che giovedì la positività del marocchino al Covid-19, è stato ribaltato dal verdetto di ieri, ufficializzato dal club nerazzurro con un comunicato ufficiale.

E la situazione fa infuriare l'Inter. Se oggi l’ennesimo test dovesse confermare la negatività, infatti, i nerazzurri vedrebbero confermati i motivi dell’arrabbiatura: non averlo potuto schierare in Champions sarebbe stata un’ingiustizia. "Nel caso, il club valuterà come tutelare i propri interessi a ogni livello e nulla è escluso, neanche una causa vera e propria: la storia insegna che la Champions si gioca sempre sul filo dei punti" scrive l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.

Intanto oggi è atteso il verdetto decisivo: se tutto dovesse andare per il meglio, la documentazione verrebbe spedita all’Ats che dovrebbe “rimettere in circolazione” Hakimi. Il tempo per l’esterno stringe: oggi l'Inter gioca alle 18 ed "è difficile, ma non impossibile, che Achraf viaggi in extremis per Marassi. Sarebbe certa, invece, la presenza in Champions martedì" conclude la rosea.

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