Inter, la Primavera vola: in un mercato senza fondi è il momento di premiare il lavoro sui giovani

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L'Inter Primavera non accenna a fermarsi e continua la propria marcia in solitaria in vetta al campionato Primavera 1. Ieri la vittoria per 1-0 nel derby contro il Milan che bissa la vittoria del derby d'andata ha consegnato ai nerazzurri la terza vittoria consecutiva in un filotto di scontri diretti contro Fiorentina, Roma e Milan e che si concluderà sabato contro la Juventus in un autentico scontro diretto per la vetta della classifica. Una crescita quella dell'11 nerazzurro che è stata costante nell'arco di una stagione dove, i numerosi cambiamenti iniziali e lo stop invernale per il covid, avevano complicato il lavoro di Armando Madonna. Chi segue questa rubrica sa però che da sempre noi non spingiamo per la conquista di titoli e trofei a livello giovanile, ma affinché il percorso che si conclude con le formazioni Primavera possa essere quanto più formativo possibile per il calcio dei grandi e ora, in casa Inter, questo lavoro deve iniziare ad essere valorizzato.

TALENTI PRONTI - Nel corso delle ultime stagioni il viavio dell'Inter si è confermato a livelli di eccellenza in Italia producendo di anno in anno giocatori che stanno, in queste stagioni, ben figurando nei maggiori campionati d'Europa fra prestiti e cessioni con diritto di riacquisto. Da Vanheusden (tornato dagli incredibili problemi alle ginocchia e nel giro della nazionale belga) ad Agoume (prestito allo Spezia), ma andando più indietro e senza soffermarsi su Pinamonti e Radu, ci sono anche i vari Carraro (già sacrificato), Emmers, Zappa (già sacrificato), Di Gregorio, ma anche Zaniolo (già sacrificato), Bettella (già sacrificato), Pirola, Corrado, Persyn, Colidio, Salcedo, Esposito e Mulattieri. Sono solo alcuni, ma sono tutti talenti che l'Inter ha formato e cresciuto ad Appiano Gentile

SE NON ORA QUANDO - Guardando al futuro, e con un mercato che si prospetta non solo a costo zero, ma che chiederà anche tanti sacrifici, pensare di valorizzare se non i talenti dell'attuale Primavera come Satriano, Filip Stankovic o Casadei, almeno qualcuno di quelli che hanno già all'attivo almeno una stagione fra i professionisti, non potrà che essere una scelta lungimirante e perché no, di prospettiva. Oggi l'Inter può comunque vantare una rosa di primo spessore, campione d'Italia e capace di trasmettere anche a chi faceva più fatica una cultura del lavoro e dei risultati invidiabile. Inserire giovani calciatori in una macchina ben organizzata ed oliata è indubbiamente più semplice di altri contesti. Se non ora quando? Anche Marotta e Ausilio lo sanno.

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