Inter, la verità sui 60 milioni di attivo: cosa cambia per il mercato

Novità in casa Inter. La dirigenza del club di Viale della Liberazione negli scorsi mesi aveva ricevuto indicazioni chiare dalla proprietà sui limiti da rispettare in sede di mercato, per questioni di bilancio e conti in ordine: al termine delle trattative, ossia giovedì 1 settembre, il saldo tra acquisti e cessioni avrebbe dovuto registrare un attivo di 60 milioni.

I TEMPI - L'obiettivo 60 milioni rimane, ma bisogna fare chiarezza sulla deadline. Non è alla fine del mercato attuale (31 agosto), bensì entro il 30 giugno 2023, che corrisponde alla chiusura del prossimo bilancio. Una boccata d'ossigeno che consente a Beppe Marotta di muoversi senza l'urgenza dettata da tempistiche ristrette, e potrebbe permettere di sacrificare un solo big, Milan Skriniar (il nome più caldo), che peraltro potrebbe essere sostituito da un altro pezzo da novanta come Bremer.

PRUDENZA - Questo rinvio (non cancellazione) non significa che l'Inter avrà la possibilità di fare follie sul mercato, considerate pure le previsioni sul rosso di 120 milioni dell'ultimo bilancio e il Fair Play Finanziario (c'è in vista un nuovo settlement agreement con l'Uefa). D'altronde proprio Marotta non perde occasione per sottolineare che ogni operazione deve essere all'insegna della sostenibilità finanziaria. Tuttavia i tifosi confidano nell'abilità dell'ad nel destreggiarsi tra giocatori e numeri (milioni) e magari nel mettere in conto cessioni (e acquisti) futuri, bilanciando con precisione chirurgica entrate e uscite in un lasso temporale più ampio (con in mezzo un'ulteriore finestra di mercato).

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