Inter, l'attacco si è inceppato: mancano 8 gol rispetto ad un anno fa. E intanto Sanchez fa volare il Marsiglia

Quattro gol in 6 partite. Sarà la differenza di livello tra la Ligue 1 e la Serie A, ma la partenza di Alexis Sanchez con la maglia dell'Olympique Marsiglia è indiscutibilmente degna di nota. Igor Tudor vola in testa alla classifica alla pari del Paris Saint-Germain grazie anche all'ottimo impatto del Nino Maravilla in una squadra che sta imparando a fare a meno delle qualità di un leader tecnico - nonché idolo della tifoseria - come Dimitri Payet. E indirettamente a riflettere sulla resurrezione francese del calciatore cileno c'è pure l'Inter, costretta a concordare una buonuscita da 7 milioni di euro per liberarsi dell'oneroso contratto dell'ex Manchester United, e oggi ancora alla ricerca di quegli equilibri offensivi che sono tra i motivi della partenza col freno a mano tirato della formazione di Inzaghi.

MANCANO I GOL - I problemi fisici di Lukaku e le conclamate difficoltà di Correa ad imporsi dal punto di vista caratteriale in una piazza esigente come quella nerazzurra hanno fatto presto ricadere quasi tutto il peso e la responsabilità di trascinare l'attacco sulle spalle di Lautaro Martinez. Lo stesso Dzeko, rimasto nonostante un ruolo più da comprimario rispetto alla passata stagione e al netto di alcune offerte rifiutate nell'ultima finestra di mercato, ha dimostrato di poter avere ancora un impatto importante a gara in corso, come nel derby, ma è un giocatore non più in grado di garantire una costanza di rendimento dal punto di vista atletico alla luce dei suoi 36 anni. I numeri non mentono e infatti, rispetto al campionato di un anno fa, sono 8 le reti che mancano all'appello in casa Inter: 12 contro 20, al netto di due calendari molto differente per il valore degli avversari affrontati. L'assenza in panchina di un giocatore come Sanchez, capace nell'ultima stagione di accendere la luce in più di qualche occasione, è uno dei fattori che sta incidendo in negativo.

RIMPIANTO INTER? - "Bocciato" per questioni meramente economiche, l'attaccante classe '88 ha accettato una nuova sfida a Marsiglia anche per ritrovare quella continuità e quella fiducia necessaria per riproporsi ad alto livello pure sul palcoscenico della Champions League. A dispetto della scommessa che l'Inter fece nell'estate 2020, tesserandolo a costo zero dallo United ma garantendogli un ingaggio da circa 9 milioni lordi fino al 2023, nè con Conte nè con Inzaghi il Nino Maravilla è riuscito ad imporsi come potenziale titolare, chiuso prima da una coppia inscindibile come quella formata da Lukaku e Lautaro Martinez e poi anche dall'arrivo di Dzeko per rimpiazzare la partenza del belga. Un matrimonio fallimentare sotto ogni punto di vista e forse non solo per colpa del calciatore sudamericano: Tudor e il Marsiglia ce lo stanno dimostrando.