Inter, le motivazioni dell'Ats per il rinvio col Sassuolo: 'Rischio focolaio'. Protocollo: a Bologna si giocherà, poi il giudice...

Emanuele Tramacere
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Inter-Sassuolo non si giocherà e la scelta presa dall'Ats di Milano è stato ratificata nella serata di ieri anche dalla Lega Serie A. Vi abbiamo spiegato ieri i motivi per cui si è arrivati a questa decisione e che riportano il calendario indietro alla medesima scelta fatta anche dal'Asl di Torino in occasione di Torino-Sassuolo. Cosa succederà però ora con la gara successiva in programma il 3 aprile contro il Bologna al Dall'Ara? Lo scenario è già oggi ben delineato e parte dalla motivazioni fornite dall'Ats e pubblicate oggi da Repubblica.

L'ATS: 'ELEVATO RISCHIO' - Cosa ha convinto l'Ats a bloccare l'Inter? La risposta è proprio legata sia alle tempistiche che alla tipologia di virus contratto dai 4 calciatori risultati positivi e quindi Handanovic, D'Ambrosio, De Vrij e Vecino. Il documento mandato alla società nerazzurra infatti recita testualmente: "È in corso nel gruppo squadra un focolaio Covid 19 con una trasmissione virale attiva" a cui si aggiunge la nota: "Considerato l'elevato rischio di circolazione di varianti virali più contagiose".

IL PRIMO RINVIO - Il protocollo aggiuntivo varato dopo il caso dei numerosi contagi in casa Genoa e che più volte è stato tirato in ballo e ribattezzato "dei 10 contagiati" è ciò che c'è alla base della scelta della Lega. In quel protocollo la dicitura "fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità statali o locali" in aggiunta a "qualora uno o più calciatori dello stesso Club risultassero positivi al virus la gara sarà disputata purché il Club in questione abbia almeno tredici calciatori disponibili (di cui almeno un portiere)". Nel caso del Torino contro il Sassuolo e dell'Inter contro il Sassuolo l'Asl e l'Ats hanno bloccato l'intero gruppo squadra e quindi il conto scende a zero calciatori disponibili costringendo quindi la Lega Serie A a prendere atto e decretare il rinvio.

DUE POSSIBILITA' PER BOLOGNA-INTER - Nessun jolly giocato, quindi, ma solo una presa di posizione per una singola gara. Cosa succederebbe però se l'Ats dovesse bloccare ancora l'Inter anche al rientro della sosta per le nazionali? Le vie da percorrere in quel caso sarebbero due .

  • La prima tiene conto dei casi di positività e se in quel momento l'Inter avesse 10 giocatori o componenti del gruppo squadra positivi potrebbe scegliere di giocarsi il jolly e chiedere un ulteriore rinvio come da protocollo.

  • Nel caso in cui non ci fossero 10 giocatori positivi e l'Ats bloccasse ancora i nerazzurri la gara, così come successo per Lazio-Torino, dovrà comunque essere disputata e in questo caso o l'Inter troverà una soluzione con l'Ats per il trasferimento a Bologna oppure non potrà presentarsi al campo e perderà 3-0 a tavolino.

IL GIUDICE - In quel momento la palla passerebbe però nuovamente al giudice sportivo che, verosimilmente, imporrebbe la ricalendarizzazione e quindi il rinvio della gara annullando il 3-0 a tavolino del campo. Una sentenza inevitabile dato il precedente di Juve-Napoli del 4 ottobre stabilito dal Consiglio di Garanzia del Coni e che ha trovato conferma con il secondo precedente di Lazio-Torino di qualche giorno fa. Una scelta che porterebbe a inevitabili ricorsi da parte del Bologna e che, come sta accadendo proprio per Lazio-Torino sposterebbe la deadline della decisione ben oltre il prossimo 3 aprile. La speranza, per l'Inter e per il campionato, è che questo scenario non sia necessario e che il pericolo focolaio rientri nel corso della sosta per le nazionali.