Inter, Marotta: 'Inzaghi ha il nostro sostegno, serve coraggio per scelte importanti. Seconda stella? Un sogno'

A seguito della sconfitta in Champions contro il Bayern e al susseguirsi delle voci di mercato che già raccontavano di un possibile cambio in panchina, l’amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta, ha parlato ai microfoni di Sky schierandosi al fianco di Simone Inzaghi.

SERIE A IN SECONDA FILA - “Serve sempre sano e realismo, ogni sconfitta porta con se un’analisi più attenta delle problematiche è da dirigente bisogna programmare confronti che fanno nascere sempre qualcosa di positivo per il futuro. Distanza incolmabile col Bayern? L’Italia calcistica rappresenta una posizione di seconda fila nel ranking, lo strapotere della prenier e di altri campionati è rappresentato anche dalla possibilità di spese".

BLACKOUT - "Noi dobbiamo andare alla ricerca dei loro difetti. I blackout della squadra? La preoccupazione non deve portare ad ansie o paure, l’analisi deve essere approfondita e serve il coraggio di fare scelte importanti come quelle che ha fatto ieri Inzaghi. Bisogna crescere nel collettivo e l’Inter, per blasone, deve essere sempre competitività al di là di chi scende in campo. L’allenatore è anche gestore di un gruppo che in questo momento deve sopportare lo stress di impegni ravvicinati. Inzaghi ha una rosa da sfruttare a seconda delle partite e delle indicazioni che trae in allenamento. Lo sta facendo bene, nonostante le ultime due siano state sconfitte".

SOSTEGNO A INZAGHI - "L’allenatore ha assolutamente il nostro sostegno, sta facendo benissimo e serve maggiore accortezza da parte di tutti, dalla dirigenza all’area tecnica, fino ai giocatori.. Noi abbiamo un obbligo verso i nostri tifosi, dobbiamo ripagarli al massimo".

LUKAKU - "Lukaku? Il calcio è un gioco collettivo, non bisogna mai basarsi sul singolo. Chi sostituisce Lukaku deve essere alla sua altezza e non quando l’Inter partecipa a una competizione deve ambire al massimo, la seconda stella è un sogno. Le avversarie sono forti ma questo non ci deve destabilizzare”.