Inter, Oriali: 'Preoccupato per l'anno prossimo, non sappiamo nulla. Futuro Conte? Dipende dalla proprietà'

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Mancini, Mourinho, Conte. In tutti gli ultimi scudetti vinti dall'Inter c'è un denominatore comune che risponde al nome di Lele Oriali, attuale Team Manager nerazzurro. In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, l'ex mediano racconta: "Inizio a credere anche io che non sia un caso. Quattro anni fa ero stato vicino al ritorno, ne parlai con Ausilio, ma non se ne fece nulla. La chiamata di Marotta? Io fui chiaro dall’inizio. Ho preteso la gestione completa della parte sportiva in Pinetina. Se necessario, avrei riferito solo a Zhang e allo stesso Marotta".

IL SUO RUOLO - "Non faccio parte del gruppo squadra, sono il dirigente che rappresenta la società ad Appiano. Mi occupo dei codici di comportamento, trasmetto il senso di appartenenza, parlo con i giocatori. La Pinetina ormai è casa mia. Nei rari momenti liberi raccolgo le idee passeggiando nei boschi qui intorno. Se non ci sono i giocatori mi alleno con Antonio. Anche lui si diverte con lo spinning".

IL RAPPORTO CON CONTE - "Nell’estate del 2014 mi chiama Tavecchio, mi dice che ha scelto Conte come c.t. e mi chiede se voglio fare il team manager della Nazionale. Gli rispondo che forse bisogna prima chiedere il parere di Conte, con cui non avevo mai parlato in vita mia. Ci incontriamo a Milano e in 5’ capiamo che vediamo le cose allo stesso modo. Siamo uomini di fatica. La nostra carriera si è basata su sudore e sacrificio. Lui ha una preparazione tecnico-tattica incredibile. Senza pubblico, anche dalla tv si è sentito e capito che l’Inter è super organizzata. Un’orchestra che Antonio dirige alla perfezione. Valorizzando tutti".

SUL CONTE PRIVATO - "Certe cose restano tra me e lui. Quando smetterò, racconterò in un’autobiografia tutti i segreti degli allenatori con cui ho lavorato. Litigi? Le definirei discussioni di lavoro. Anche perché non sono un signorsì, altrimenti non porterei nulla alla causa".

SULLA GRIGLIATA DOPO LA LITE CONTE-LAUTARO - "A fine partita era già tutto risolto, Lautaro ha chiesto scusa a mister e compagni. L'idea del ring è venuta a Lukaku e Ranocchia. La conferma che questo gruppo è sano e unito: è stato costruito qualcosa di importante che può durare nel tempo".

SULLA PROSSIMA STAGIONE - "Sono preoccupato perché non c'è ancora un programma definito. Date e sede del ritiro, non ci è stato comunicato nulla".

SUL FUTURO DI CONTE - "Se resterà? Tutti dobbiamo prima capire i piani della proprietà".

SUGLI ULTIMI MESI - "Non è stato facile per nessuno. Specialmente per noi, ma siamo riusciti a cementarci. Sapesse quante notti insonni, io e Antonio ad Appiano...".

SUGLI STIPENDI - "Quando il presidente ha parlato alla squadra, io e Conte non c'eravamo...".

SULL'ADDIO DI ICARDI - "Lo abbiamo gestito bene. Credo che sia stato fondamentale il discorso che ho fatto a tutti, staff tecnico, medico, magazzinieri e squadra, prima del ritiro di Lugano. Lì hanno capito che ogni dubbio, fastidio o problema doveva passare da me".

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