Inter, rimpianto Mancini: "Mancava poco per poter duellare con la Juventus..."

Mancini svela un retroscena di mercato che avrebbe potuto cambiare gli attuali rapporti di forza in Serie A: "Andavano pagati 35 milioni e stop".

A Roma per la presentazione dell'iniziativa della Panini, 'Calciatori per Unicef', Roberto Mancini si è concesso ai microfoni dei cronisti fra rimpianti per come si è conclusa l'avventura con l'Inter e progetti per il futuro.

"Se sono pentito di aver lasciato l'Inter? No, perché ci sono delle motivazioni più che valide, - ha assicurato l'allenatore jesino - mi è dispiaciuto di avere buttato via un anno e mezzo di lavoro che è stato faticosissimo, per dare alla squadra un certo tipo di mentalità".

"Io penso che la squadra sia migliorata tantissimo - ha aggiunto - quindi mi è dispiaciuto buttare via questo lavoro che stava dando dei risultati. Fossi rimasto, mancava davvero poco per poter duellare contro la Juventus".

"Se è stata colpa di Thohir? No, - ha detto Mancini - purtroppo quando si capita in quel tipo di situazione con un cambio di presidente, in certi momenti si capiva poco, invece in quel momento bisognava rinforzare la squadra e nessuno faceva niente. Mi sembrava più giusto, dopo essere stato lì per settimane. Purtroppo nei momenti di cambio presidenza a volte si perde tempo importante, loro non capiscono che nel calcio il tempo è tutto e fare le cose velocemente serve".

Lo sguardo di Mancini va quindi al futuro: "Mi piacerebbe allenare all'estero, in un Paese che non sia l'Italia o l'Inghilterra, e la Nazionale. - ha affermato l'ex numero 10 - Ora è piena di giovani interessanti: Rugani, Chiesa, Bernardeschi, Berardi... Entro quattro anni avremo una grande Nazionale, forse anche prima".

Secca smentita sul fronte Roma: "Non esiste nulla con i giallorossi. - ha assicurato - Al momento non c'è niente di concreto. Non so quale sarà il mio futuro. A volte gli allenatori vanno dove meno se lo aspettano".

Improbabile anche un futuro al Leicester City o in Cina: "Con le Foxes io ci ho anche giocato e sono un tifoso, - ha spiegato - ma da qui a dire che le allenerò ce ne passa. Non ho mai avuto nessun tipo di contatto con i dirigenti. Poi, se i progetti sono importanti e validi... La Cina invece è un po' lontana in questo momento".

Sul futuro del Mancio, insomma, regna ancora l'incertezza, ma non è una suggestione immaginarlo fra qualche anno sulla panchina dell'Italia.

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