Inter-Sampdoria, il club nerazzurro sui tifosi cacciati dallo stadio: “Condanniamo ogni episodio di violenza”

inter tifosi cacciati stadio
inter tifosi cacciati stadio

Il club nerazzurro ha diramato una nota per condannare con fermezza ogni episodio di violenza e prendere le distanze da quanto accaduto ai tifosi, cacciati dallo stadio dagli ultras durante la partita Inter-Sampdodia.

Inter-Sampdoria, la nota del club nerazzurro: “Condanniamo ogni episodio di violenza”

“Fc Internazionale Milano condanna con fermezza qualsiasi episodio di coercizione avvenuto sabato sera al secondo anello verde dello stadio di San Siro”, è quanto si legge nel comunicato ufficiale diffuso dalla società nerazzurra dopo quanto accaduto lo scorso sabato 29 ottobre.

Dopo aver appreso la notizia dell’omicidio di Vittorio Boiocchi, capo ultras dell’Inter, una parte consistente del tifo ha spintonato e minacciato altri tifosi del settore costringendoli ad alzarsi e lasciare lo stadio.

Nella nota diffusa dalla società, il club calcistico ha rivendicato la sua costante attenzione su temi come lotta alle discriminazioni, inclusione, fratellanza e la condanna a ogni forma di violenza. Ha espresso, inoltre, “la sua totale solidarietà nei confronti di quei tifosi che sono stati costretti a rinunciare a ciò che tengono di più: l’amore e la passione per l’Inter”.

Infine, la società ha ribadito la propria disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine per garantire la tutela dei diritti dei tifosi e l’individuazione di coloro che hanno violato quegli stessi diritti.

Perché i tifosi cacciati dallo stadio?

Il 69enne capo ultras nerazzurro Vittorio Boiocchi è stato assassinato nella serata di sabato 29 ottobre in un agguato che si è consumato nel quartiere Figino di Milano. La vittima aveva precedenti per traffico di droga, rapina, sequestro di persona e aveva trascorso 26 anni di reclusione in carcere.

La notizia dell’omicidio ha cominciato a circolare pochi minuti prima del calcio d’inizio di Inter-Sampdoria. A questo punto, la Curva nord ha deciso di rimanere in silenzio e ha scelto di non intonare cori né esibire striscioni. Il gruppo dei Boys San, invece, ha abbandonato gli spalti (occupavano il secondo anello verde) nel corso dell’intervallo come manifestazione di lutto. Molti altri tifosi, poi, hanno denunciato di essere stati minacciati e forzati dagli ultras a lasciare lo stadio.