Inter Scudetto - Lukaku immarcabile e interista, vale Lewandowski e Benzema

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Federico Zanon
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Nessuno come lui. In Italia e, forse, in Europa. Romelu Lukaku è l'uomo in più dello scudetto dell'Inter, il valore aggiunto di una squadra costruita intorno a lui, trascinata a un tricolore che mancava dal 2010. Undici anni senza il titolo nazionale più ambito e desiderato, conquistato, quest'anno, grazie ai 21 autografi del gigante di Anversa, che aveva qualcosa da farsi perdonare. Per l'autogol nella finale di Europa League dello scorso anno contro il Siviglia, per qualche errore di troppo in Champions League. Vincere lo scudetto grazie ai suoi gol era diventata una cosa personale, un modo per sdebitarsi. Con i tifosi, con chi ha creduto fortemente in lui, quell'Antonio Conte per il quale si butterebbe anche nel fuoco.

C'E' SOLO L'INTER - Ventuno reti, per fare la differenza contro le piccole, in quelle partite che vanno vinte per arrivare primi al traguardo, contro Napoli, Lazio e Milan, punito sia all'andata che al ritorno. Una stagione sulla cresta dell'onda, da attaccante completo e immarcabile, da leader vero. Sempre a metterci la faccia, sempre a dare una mano, con gli assist, otto solo in campionato, con i gesti e con le parole. Un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. I suoi non sono solo compagni, sono amici, fratelli. In due anni a Milano Lukaku è diventato un interista, la maglia dell'Inter una seconda pelle.

TOP PLAYER - Un 9 vero, che fa la differenza. Ma che non mette tutti d'accordo. Per Christian Vieri "è il miglior centravanti del mondo", per Paolo Di Canio "non è niente di eccezionale, è un panterone moscione". Di certo, con 61 gol in 91 partite in nerazzurro, ha dimostrato di meritare l'investimento di due estati fa, 65 milioni più 10 di bonus per strapparlo al Manchester United. E di essere considerato, anche se meno tecnico e aggraziato, al livello di due fuoriclasse come Lewandowski e Benzema. Per diventare il migliore deve fare la differenza contro le big, segnare gol importanti. Per alzare altri trofei, con l'Inter, con la quale condivide le stesse ambizioni, con la quale ha appena iniziato a vincere.