Inter senza Lukaku, Lautaro ha bisogno di Dzeko: il dato che mortifica l'amico Correa

Quattro tiri in porta, due bloccati, uno parato e uno respinto: non una partita da ricordare per Lautaro Martinez, "orfano" per così dire di Lukaku e schierato dall'inizio contro il Milan insieme all'altro grande amico e connazionale Correa. L'intesa tra i due è comunque forte, ma i valori in campo sono diversi e il derby lo ha dimostrato: bella l'azione e il movimento sul gol di Brozovic ben imbeccato dall'ex Lazio, che non ha affatto sfigurato, ma il Toro in attacco, da riferimento principale, è stato ben arginato dalla difesa avversaria.

DIVERSIVO - Tutt'altra musica, dal punto di vista del numero 10, dopo l'ingresso di Dzeko, che con la sua stazza ha costretto Tomori e Kalulu a dedicarsi anche a lui in area di rigore. Risultato? Non solo il gol del 2-3 a firma del bosniaco, ma anche un paio di occasioni nitide per Lautaro che ha avuto modo di scagliare verso la porta quei due palloni su quattro non respinti dalla difesa: uno parato da Maignan, che ha messo una pezza sul suo colpo di testa in area, l'altro finito fuori, un tiro alto da buona posizione.

COL BAYERN SI CAMBIA? - Indicazioni importanti per la Champions League, che la dirigenza si augura possa essere l'occasione di rialzarsi dopo il secondo k.o. stagionale. I lunghi centrali bavaresi, tra cui l'ex juventino De Ligt, in assenza di Dzeko e Lukaku si concentrerebbero prettamente su Lautaro: cosa che può favorire gli inserimenti da dietro, ma che, ragionando esclusivamente dal punto di vista dell'attaccante, gli renderebbe la vita maledettamente più complicata. Del resto, le reti contro Spezia e Lazio in campionato dimostrano tutta l'abilità del Toro nel combinare la sua (non imponente, ma comunque notevole) fisicità con quella di chi gli sta intorno per farsi spazio o attaccarlo e concludere a rete.