Inter, Skriniar: "Inzaghi uno di noi, non ascoltiamo le critiche"

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Il difensore centrale Milan Skriniar è l'uomo del momento nel mondo nerazzurro. Il suo rinnovo di contratto si fa sempre più difficile, e nel frattempo le sue prestazioni non sono state perfette in questo avvio di stagione, lontane dagli standard degli ultimi anni.

Anche di questo il difensore ha parlato ai microfoni di DAZN assieme al suo vecchio compagno Borja Valero:

"Le critiche? Il tecnico non ci dà colpe, è una questione di squadra dato che la fase difensiva comincia dalle punte e termina con il portiere. Abbiamo parlato tutti insieme di questo momento, tuttavia siamo consapevoli come difensori che possiamo e dobbiamo fare di più. Non sentiamo troppo le critiche dato che ci succhiano solo energie. Lo scorso anno abbiamo perso il derby dopo aver giocato meglio per 70′, merito anche del Milan. Simone Inzaghi è come se fosse uno di noi, parla sempre con noi, è un tecnico davvero equilibrato: è consapevole di quando scherzare e quando dire la cosa giusta”.

Molto importante è stato il lavoro fatto su di lui da due suoi ex allenatori, Antonio Conte e Marco Giampaolo:

"Ronaldo il Fenomeno era il mio idolo da ragazzo dato che giocavo come attaccante, era il sogno di ognuno. Mi ricordo nel 2002 ho chiesto a mio padre di farmi lo stesso taglio di Ronaldo al Mondiale. Ho iniziato a giocare come punta, poi mediano, poi ho fatto il difensore dopo aver preso il posto di un mio amico in squadra. L’arrivo alla Sampdoria? L’inizio è stato leggermente complicato dato che giocavo poco e mi allenavo fuori rosa, questo mi ha certamente aiutato. Giampaolo? Gli dico grazie sempre anche perché ha sempre avuto fiducia in me, nonostante io abbia fatto qualche cavolata all'inizio. Con Antonio Conte all'inizio ho fatto fatica nella difesa a tre, lavorando con il mister mi ha aiutato a migliorare anche in questo ruolo”.

Infine, Skriniar parla della delusione della perdita dell'ultimo Scudetto e di alcuni riti pre partita:

"Il campionato perso la scorsa stagione ci ha lasciato davvero delusi ma mi auguro ci dia carica e adrenalina in più per tentare di vincere adesso. Il gruppo è grandissimo, siamo affiatati dentro e fuori il campo, spesso anche in camera siamo in 6-7 e guardiamo le partite. Riti? Il giorno prima della partita guardo video dei miei avversari che posso affrontare il giorno dopo, questo lo faccio spesso mentre spesso io Bastoni ascoltiamo musica italiana prima delle partite, lui tiene una cuffia, io l’altra".