Inter, un'estate di voci ma stasera Inzaghi riparte dai soliti tre: Skriniar-De Vrij-Bastoni

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Lo scriveva Shakespeare titolando una delle sue commedie romantiche meglio riuscite, lo potrebbe dire sospirando Simone Inzaghi: sui tre difensori titolari dell'Inter, quest'estate, fin qui, si è fatto molto rumore per nulla. Il reparto è praticamente al completo, manca solo un centrale di riserva, mentre le sirene del mercato si sono spostate momentaneamente sulla fascia destra - nello specifico Dumfries - e sul giovane Casadei, oltre che sugli eterni partenti Pinamonti e Sanchez. Intanto stasera, contro il Villarreal, il tecnico nerazzurro ha bisogno di fare le prove generali per l'esordio in campionato contro il Lecce ed è ragionevole pensare che, dopo un paio di apparizioni da subentrante, Milan Skriniar possa affiancare dall'inizio De Vrij e Bastoni.

SEMBRAVA FINITA - Eppure Stefan de Vrij doveva essere uno dei primi a cambiare aria. Con il compianto Raiola i patti erano chiari, un'offerta da 20 milioni circa e tanti saluti, dopo una stagione in chiaroscuro; oppure permanenza e rinnovo senza pretese di aumento, per evitare un altro caso-Perisic. Si va verso questa seconda opzione, dato che di proposte all'altezza, nel corso dell'estate, non ne sono arrivate. Ora l'olandese è chiamato a rispondere sul campo ed evitare errori come quello che ha permesso a Lacazette di aprire le marcature contro il Lione.

"BASTO E AVANZO" - Alessandro Bastoni poteva portare un cospicuo incasso se ceduto a Tottenham o Manchester United, che erano più che interessate: non se n'è fatto di nulla, perché il giocatore, come Barella e Lautaro Martinez, ha espresso il fortissimo desiderio di rimanere in nerazzurro. Di conseguenza, il focus del mercato, a partire dall'inizio di giugno, si è spostato su Skriniar.

STOP PROLUNGATO - Dopo il 6 giugno, data dell'infortunio patito in Nations League, il Psg si è fatto avanti per l'acquisto di Skriniar: offerta 50 milioni, richiesta 100, sensazione di poter chiudere, un classico, a 75. Il punto è che da quei 50 milioni, corredati di bonus per arrivare al massimo a 60, i francesi non si sono più spostati. Skriniar aveva capito di essere l'indiziato a partire e non si sarebbe opposto, ma adesso che si sono aperti diversi spiragli per rimanere dove è amatissimo non si strappa certo i capelli. I problemi sono dell'Inter che deve inventarsi altri modi per ripianare il bilancio entro 10 mesi, meno di Inzaghi che a poco più di tre settimane dalla fine del mercato può contare su una difesa praticamente intonsa.

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