Inter, De Vrij da primo partente a unico sicuro del posto: ora il vice e… il rinnovo

Quanto sembrano lontani i tempi in cui Stefan de Vrij era il principale indiziato a lasciare l’Inter: dall’approdo del connazionale ten Hag allo United al gradimento di Conte per il Tottenham, non sono mancate voci relative al centrale olandese ex Lazio. Quello che è mancato, però, è l’offerta da 20 milioni che Mino Raiola, quando era ancora vivo e operativo, aveva messo in programma di portare sulle scrivanie di Viale della Liberazione. Il potente procuratore non aveva la pretesa di essere infallibile, anzi aveva previsto anche uno scenario in cui non fosse riuscito nel suo intento. In quel caso, si sarebbe accordato con la società nerazzurra per un prolungamento del contratto del suo assistito – attualmente in scadenza nel 2023 – senza ulteriori pretese sull’ingaggio che ammonta oggi a 4,2 milioni di euro annui. PILASTRO CREPATO – E’ importante, per l’Inter, non perdere De Vrij a zero, per non ripetere quanto visto con Perisic in un momento di grande affanno per le casse societarie. Un rinnovo di contratto, anche annuale, è ora il presupposto fondamentale per condurre una stagione al vertice, come non lo è stata, sia nel piazzamento finale sia nel rendimento individuale, la scorsa. La preseason, in questo senso, non ha fornito segnali dei più incoraggianti, ma la fiducia di Inzaghi nel suo leader difensivo resiste salda. UNICO CERTO, MA NON PER MOLTO – Anche perché non c’è nessuno che può giocare al posto suo, se non forse Skriniar in caso di emergenza: “Solo De Vrij è sicuro del ruolo, poi da altre parti ho tutte coppie e mi stanno mettendo in difficoltà”. Difficile credere che questa situazione si protrarrà a lungo, ma la mancanza di fondi rende complessa anche la trattativa per una riserva. Che può essere Acerbi, gradito al tecnico, tuttavia la dirigenza vuole valutare bene tutte le opzioni prima di virare su un altro affare a zero dalla Lazio. Proprio come quello che ha portato a Milano De Vrij.