Inter, Zhang in extremis paga gli stipendi di gennaio e la rata di Hakimi. E ora arriva in Italia...

Pasquale Guarro
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La crisi economica della proprietà e la ricerca di liquidità, che si è tradotta con la vendita del 23% di Suning.com, da parte di Zhang, ha di fatto alterato gli equilibri in viale della Liberazione, dove da mesi non si ha una precisa percezione dei piani futuri della società. Ma in un clima di incertezza è arrivata una buona notizia, un segnale da parte della famiglia Zhang, che ieri ha saldato gli stipendi di gennaio e le pendenze con i vari club europei (pagata anche la rata al Real, per l’acquisto di Hakimi), sotto la sorveglianza della Uefa, che aveva stabilito il 31 marzo come termine ultimo.

A filo di gas, così Suning sta guidando e guiderà l’Inter, in attesa di trovare nuovo ossigeno vitale. Denaro fresco per le casse della società nerazzurra, che consentirebbe alla proprietà di prendere tempo, nella speranza che la macchina calcio possa ripartire generando qualche utile. L’Inter non è in svendita, da qui il secco no all’offerta di Bc partners, ritenuta eccessivamente bassa. Finche ne avranno le forze, gli Zhang andranno avanti nel progetto e a tal proposito prende piede l’idea di un prestito da parte di Goldman Sachs. Intanto Steven Zhang ha programmato un viaggio verso l’Italia, il presidente nerazzurro raggiungerà Milano probabilmente nella seconda settimana di aprile e forse, si spera, il suo rientro servirà anche a fare un po’ di chiarezza. Perché un conto è tenere in vita l’Inter, altro conto sarà garantirle un grande futuro.