Inter, Zhang inseguito dalle banche cinesi: 'Ha rinunciato allo stipendio da presidente per non pagare i debiti'

Altri problemi per Steven Zhang. Un gruppo di banche cinesi, capeggiate da China Construction Bank, ha chiesto l’annullamento della delibera del Cda del 18 febbraio 2019, in cui Steven Zhang rinunciava “preordinatamente” agli emolumenti da presidente: “per mantenere lo status quo di nullatenente al fine di pregiudicare il soddisfacimento dei creditori, sebbene conduca una vita più che agiata, guidando veicoli lussuosissimi, indossando orologi di grande valore e festeggiando in locali esclusivi”. Il motivo? Le banche reclamano da Zhang junior 257 milioni di dollari (poco più di 250 milioni di euro, quando venne presentata la richiesta) per prestiti e obbligazioni non onorati entro i termini pattuiti. L'udienza è slittata dal 14 novembre prossimo all’8 marzo 2023.

VALE UN MILIONE DI EURO - Secondo Repubblica le banche cinesi chiedono, in base l’articolo 2901 primo comma del codice civile, “la declaratoria di inefficacia della delibera del Cda dell’Inter del 18 febbraio 2019”. La tesi è che la rinuncia al compenso di presidente da parte di Steven Zhang vada annullata perché “arreca pregiudizio alle ragioni creditorie di tutti i suoi creditori”. Zhang sarebbe un garante fittizio proprio perché ha deciso di rinunciare allo stipendio, mentre “per la presunzione di onerosità del mandato” la carica di amministratore va assolutamente pagata. Il ruolo determina infatti “l’insorgere del diritto al compenso: lo stesso statuto della società Fc Internazionale, all’articolo 10.8, non prevede l’incarico a titolo gratuito”. A supporto dell’argomentazione che fare gratis il presidente di un club di serie A sia una forzatura e che nel caso specifico abbia reso “impossibile o comunque significativamente problematica e certamente più difficoltosa” la riscossione del credito delle banche cinesi, si fa leva sulla perizia affidata a un commercialista e revisore contabile. Il quale stima in 914 mila euro l’anno lo stipendio plausibile per un presidente di serie A, sulla base delle analogie con i presidenti dei Cda di Milan, Juventus e Lazio.