Investì e uccise Scarponi. Muore per malattia 10 mesi dopo

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Il 22 aprile Giuseppe Giacconi stava viaggiando con il suo furgone nei pressi della sua città, Filottrano. E su quelle strade si stava allenando Michele Scarponi. (Credits – Getty Images)
Il 22 aprile Giuseppe Giacconi stava viaggiando con il suo furgone nei pressi della sua città, Filottrano. E su quelle strade si stava allenando Michele Scarponi. (Credits – Getty Images)

Da quello scorso 22 aprile aveva perso la voglia di vivere. Quell’impatto violentissimo tra il suo furgone e la bicicletta di Michele Scarponi non riusciva a toglierselo dalla mente. Michele era suo compaesano, Michele era il suo mito, il campione di cui vantarsi perché lo conosceva. Ma lo scorso 22 aprile Giuseppe Giacconi aveva investito Michele Scarponi, uccidendolo.

58 anni, artigiano, Giuseppe Giacconi stava viaggiando con il suo furgone nei pressi della sua città, Filottrano. E su quelle strade si stava allenando Michele Scarponi. L’impatto fu violento e per Michele non ci fu nulla da fare. Da allora la vita di Giuseppe era cambiata. Non aveva mai superato quell’incidente, si sentiva responsabile anche se più volte aveva detto di non averlo proprio visto il suo idolo mentre pedalava vicino all’incrocio.

E tre mesi fa Giuseppe Giacconi scopre di essere malato. Una malattia bastarda, ma l’artigiano non ha le forze per combatterla. Ancora troppo forte il dolore per la morte di Scarponi, ancora troppo forti i sensi di colpa. “Si è lasciato andare, non voleva curarsi” dicono in paese, come se la malattia per Giuseppe Giacconi fosse il pegno da pagare per quello che era successo lo scorso 22 aprile. E, così, ieri il 58enne artigiano è morto, 10 mesi dopo Michele. Portato via dalla malattia.

Ma, forse, Giuseppe Giacconi si sentiva già morto da quel giorno, quando sulle vie di Filottrano il suo furgone si era scontrato con la bicicletta di Michele Scarponi. E quest’anno il Giro d’Italia ricorderà proprio Michele passando proprio per Filottrano. Professionista dal 2002, soprannominato L’Aquila di Filottrano per le sue caratteristiche di scalatore, Michele Scarponi vinse la Tirreno-Adriatico 2009 e, dopo la squalifica di Alberto Contador, il Giro d’Italia 2011. Più recentemente, come gregario di Vincenzo Nibali nel team Astana contribuì al successo di questi al Tour de France 2014 e al Giro d’Italia 2016.

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