Inviato a Melbourne: "I piloti in viaggio con le mascherine"

Roberto Chinchero
motorsport.com

Il tam-tam tra gli addetti ai lavori della Formula 1 con passaporto italiano è incessante. I primi connazionali ad essere arrivati a Melbourne, una volta sbarcati hanno informato chi si trova ancora in viaggio sulle procedure adottate all’aeroporto della città australiana nei confronti dei proviene da aree a rischio.

Al momento a chi giunge dall’Italia è riservata una procedura particolare, che prevede il controllo della temperatura e (in caso di riscontro al di sotto dei 37,5 gradi) la consegna di un vademecum con le istruzioni da seguire qualora di presentassero sintomi da influenza.

Per chi non supera il test, è previsto il test con tampone che allunga la permanenza in aeroporto di un paio d’ore.

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Ma non sono ovviamente solo gli italiani ad essere preoccupati in questa vigilia di stagione molto particolare. Arrivata la conferma della decisione presa in Bahrain che ufficializza il weekend a porte chiuse, ci si interroga su quello che sarà il futuro di un Mondiale che inizia tra molti dubbi.

Gli organizzatori di Al Sakhir, di fatto il governo bahrenita, possono permettersi si sacrificare gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti, una scelta che non potrà essere seguita dai promoter di altri Gran Premi, la cui sopravvivenza economica dipende esclusivamente dagli incassi derivanti dalla presenza del pubblico.

In Bahrain hanno previsto un canale di ingresso per gli addetti ai lavori della Formula 1 con passaporti di aree catalogate ‘a rischio’, i quali all’arrivo nella capitale Manama saranno sottoposti al check con tampone e successivamente trasportati nel circuito di Al Sakhir, dove attenderanno gli esiti dell’esame prima di essere liberi di potersi recare in Hotel.

Al momento c’è la certezza della disputa delle prime due tappe in calendario, ma già la terza gara (in Vietnam) è un punto interrogativo.

Le procedure per la concessione dei visti agli italiani procedono a rilento, e recentemente anche ad Hanoi, città che ospita la gara, sono stati ufficializzati i primi casi di Coronavirus. Per ora si naviga a vista, e tutti gli sforzi di chi opera in pista sono mirati al weekend di Melbourne.

Grossa parte dei piloti sono arrivati nella città australiana nel corso del weekend, per smaltire il fuso orario di dieci ore (rispetto all’Europa) e la stanchezza legata al lungo volo. Alcuni hanno viaggiato con tutte le precauzioni del caso, e curiosamente molti di loro indossavano lo stesso modello di mascherina (francese) che copre grossa parte del viso.

“Anche qui c’è stato il tam tam”, ha spiegato Esteban Ocon, che ha fornito le indicazioni su come procurarsi il modello ad Antonio Giovinazzi.

Alla fine, e non potrebbe essere altrimenti, tra i piloti l’adrenalina in vista della ‘prima’ stagionale giorno dopo giorno avrà il sopravvento sui timori che caratterizzano questa vigilia di Mondiale.

Oggi è attesa a Melbourne l’arrivo del personale di Ferrari ed Alpha Tauri (una prima parte è giunta la scorsa settimana per allestire i box) poi da domani le attività di preparazione al weekend inizieranno come da programma.

“Everything starts here”, recita un manifesto promozionale del Gran Premio d’Australia posto nell’aeroporto di Melbourne, “Tutti inizia qui”, ma il dubbio in questo caso non è tanto la partenza, quanto il proseguimento di una stagione che dovrà fare i conti con una realtà durissima.

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