Inzaghi verso l'Inter, Marotta: 'Nuovo allenatore? Entro stasera ci arriviamo'

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L'Inter è a un passo da Simone Inzaghi, una conferma arriva anche dalle parole dell'ad nerazzurro Beppe Marotta durante 'Lo sport che verrà', evento organizzato da Il Foglio Sportivo: "Nuovo allenatore? Entro stasera ci arriviamo. Forse ce la facciamo", riporta calcioefinanza.it. E' arrivata dunque la svolta su Inzaghi dopo una ventiquattro ore ricca di colpi di scena.

LA SVOLTA - Nella scorsa notte l'incontro con Lotito che sembrava aver riavvicinato il tecnico alla Lazio, con l'accordo trovato a 2,5 milioni di euro a stagione fino al 2024 (ma non firmato) che aveva convinto l'Inter a portare avanti altre piste: da Maurizio Sarri a Sergio Conceiçao, passando per Sinisa Mihajlovic e Paulo Fonseca. Nel pomeriggio il nuovo affondo e il rilancio, ora le parole di Marotta, che ha lasciato la sede nerazzurra senza ulteriori dichiarazioni, confermano che l'arrivo di Inzaghi a Milano è ormai imminente.

L'INTERVENTO

Da Calcioefinanza.it, arrivano poi ulteriori dichiarazioni di Marotta all'evento 'Lo sport che verrà': "Tre anni che l'allenatore che ha vinto lo scudetto lascia la squadra a fine stagione? Credo che si tratti di pura coincidenza. Da come posso aver letto su vicende che non riguardano il nostro club si tratta di un avvicendamento per motivi diversi. Per l’Inter mi pare sia stato spiegato bene. Il mondo del calcio è diventato molto più esigente, si brucia tutto con velocità estrema, quello che era un gioco è diventato una attività imprenditoriale. Spesso e volentieri azionisti e proprietari non si accontentano di vincere ma vogliono qualcosa di più quindi si interessano di più delle vicende calcistiche. Ma a mio giudizio si tratta di coincidenze. C’è maggiore mobilità ma legata al fatto che la pressione è molto aumentata".

SCUDETTO - "Il mio Primo scudetto con la Juve è stato coinvolgente ed emozionante, nella mia vita non ci speravo neanche, è stato qualcosa di straordinario, in quel momento ritenevamo fosse un’impresa. Poi ne vinci tanti e diventa una cosa abbastanza normale. Venendo all’Inter dove lo scudetto mancava da 2010, anche qui ha rappresentato qualcosa di straordinario, non immaginavo in due anni di raggiungere questo traguardo. Merito dell’allenatore, è stato straordinario nel creare quell’amalgama".

CONTE - "Non può restare più di due anni in una squadra? Ora sono le statistiche che lo dicono. È un vincente perché riesce ad arrivare a vittoria attraverso dispendio energie, lui dà anima e corpo. Normale che a un certo punto subentra un momento in cui dice mi fermo e rifletto. Lui è un vincente, ha questa caratteristica, arrivare e voler vincere, avere quasi la sindrome della vittoria, che con solo la sua caparbietà è riuscito a raggiungere, lo ha fatto alla Juve e all’Inter. Se siamo riusciti a vincere scudetto è merito di Conte, della sua caparbietà nel condurre squadra alla vittoria".

CALCIO - "Il calcio è un ambiente in generale che brucia tutto con fracilità estrema ed è in grado di cancellare tensione che si generano. È un mondo particolare, in cui si dimentica facilmente, in cui rancori non si consumano a lungo".

PACE CON PARATICI - "Non ho rancore, è stata delusione perché se investo su una persona, nel senso di una amicizia, io sono disposto a dare tutto e altrettanto mi aspetto di ricevere. Non ho rancore, gli auguro ogni bene. Ci parliamo, ci parliamo poco ma anche perché non c’era occasione e c’era rivalità con la Juve".