Italia Under 21, cosa (non) ha funzionato fino ad ora

Andrea Gigante
·3 minuto per la lettura

Grazie al roboante 4-0 sulla Slovenia, l'Italia riesce a posizionarsi seconda nel girone e ad accedere ai quarti di finale dell'Europeo Under 21. Con una squadra ridotta all'osso per via delle squalifiche, gli Azzurrini di Nicolato danno prova di grande maturità, risolvendo la pratica già nella prima mezz'ora.

Per l'Italia, la prima parte del torneo si è conclusa, ma Cutrone e compagni seguiranno con interesse lo sviluppo del girone D, visto che tra Portogallo, Croazia e Svizzera verrà fuori l'avversaria per i quarti di finale, che invece si giocheranno a maggio.

Gli Azzurrini potranno tornare a concentrarsi sui propri club in vista del rush finale in campionato. Però questo periodo deve permettere a giocatori e allenatore di riflettere non solo sui punti di forza della squadra, ma anche su tutto ciò che in questa settimana non ha funzionato.

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Aspetti da rivedere

L'atteggiamento di Tonali

Nelle competizioni giovanili ci si aspetta sempre molto da quei calciatori che, nonostante l'età, dispongono già di una grande esperienza nel calcio dei grandi. Questa nicchia di giocatori hanno il compito di trainare la squadra e guidare i compagni che purtroppo non hanno la fortuna di poter giocare in grandi società. Da Sandro Tonali volevamo proprio questo: che fosse il fulcro del centrocampo azzurro e che guidasse i meno esperti in campo. Le nostre speranze si sono infrante all'84esimo minuto della partita contro la Repubblica Ceca, quando il centrocampista rossonero ha colpevolmente scalciato l'avversario, guadagnandosi lo spogliatoio prima del dovuto. Tre turni di squalifica e subito a casa. Tonali non ci sarà per i quarti di finale, ma augurandoci che l'Italia possa andare lo stesso avanti, speriamo anche che la giovane promessa del calcio nostrano possa comportarsi in maniera più matura, comprendendo l'errore commesso e ricoprendo un ruolo di spessore nella squadra.

Troppo ingenui

Passando ai peccati individuali, spiccano le 5 espulsioni in 3 partite. Non vogliamo stare qui a discutere sulla presunta liceità dei rossi, ma siamo certi che Nicolato farà leva sull'atteggiamento dei suoi ragazzi che non sono stati in grado di adattarsi a un arbitraggio troppo fiscale. Esempio lampante della mancanza di attenzione ai particolari è l'ammonizione procurata da Frabotta a partita ormai finita, per colpa della quale il terzino bianconero dovrà guardare i quarti solo dalla tribuna. L'ingenuità è una delle caratteristiche principali dei giovani, si sa, ma per poter compiere un salto di qualità a livello agonistico, gli Azzurrini devono imparare dai loro errori.

L'ammonizione a Gianluca Frabotta | Marcio Machado/Getty Images
L'ammonizione a Gianluca Frabotta | Marcio Machado/Getty Images

Punti da cui ripartire

Tenuta difensiva

C'è un dato di cui il CT andrà sicuramente fiero: l'Italia ha concesso solo una rete (autogol di Maggiore) in 3 gare disputate; anche la macchina da gol spagnola è rimasta a secco. I gironi hanno evidenziato un'organizzazione difensiva di grande spessore e, qualora non ci arrivassero i vari Lovato, Marchizza e Gabbia, c'era Carnesecchi a metterci una pezza. I grandi successi si costruiscono da una grande difesa e speriamo che i ragazzi di Nicolato continuino su questa scia.

Attitudine alla sofferenza

Ieri sera, erano solo 5 giocatori di movimento in panchina, nessun centrocampista. Gli Azzurrini hanno affrontato la gara in una situazione di estrema emergenza, ma questo non è bastato a contenere la loro voglia di sbarazzarsi della Slovenia e passare il turno. L'Italia ha dimostrato di saper soffrire, di chiudersi in difesa e di approfittare degli errori degli avversari (come dimostra la traversa di Frattesi contro la Spagna). Se è vero che nelle competizioni da dentro o fuori conta prima di tutto l'atteggiamento, i nostri ragazzi sembrano partire avvantaggiati.

Gli Azzurrini posano per la foto di rito | Jurij Kodrun/Getty Images
Gli Azzurrini posano per la foto di rito | Jurij Kodrun/Getty Images

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