Italrugby, convocato McKinley il rugbista con un occhio solo

Ian giocava con il College Dublin, quando durante un match subisce un grave infortunio all’occhio. Operato d’urgenza, resta fermo sei mesi, poi torna in campo, ma è costretto a ritirarsi. (Credits – Getty Images)

Conor O’Shea ha annunciato il gruppo di 41 giocatori convocati in vista del tour estivo dell’Italrugby, con gli azzurri che sfideranno Scozia, Fiji e Australia. 41 giocatori tra i quali, il prossimo 9 maggio, il ct irlandese sceglierà i 31 azzurri che voleranno a Singapore per la prima tappa dei test match estivi. Un gruppo che, al momento, vede ben nove esordienti, ma tra i quali spicca soprattutto Ian McKinley.

Non solo perché il giocatore, mediano d’apertura classe ’89, è irlandese. Nato a Dublino il 4 dicembre 1989, infatti, McKinley è arrivato in Italia nel 2013, a Udine, dove esordisce a marzo 2014. Cresciuto nelle giovanili del Leinster – la franchigia irlandese di Dublino – esordì in prima squadra nella stagione 2008-09 in Pro12 e partecipò con la rappresentativa Under20 dell’Irlanda ai campionati del mondo di categoria in Giappone. Ma la sua vita, e la sua carriera, cambiarono a inizio 2010.

Ian giocava con il College Dublin, quando durante un match subisce un grave infortunio all’occhio. Operato d’urgenza, resta fermo sei mesi, poi torna in campo, ma è costretto a ritirarsi. Sì, perché l’operazione è andata bene, ma l’occhio infortunato non è tornato quello di prima e Ian ha una visione ridotta. Una carriera lanciatissima – si parlava insistentemente di una sua convocazione con l’Irlanda – interrotta di colpo e la consapevolezza di non poter più giocare. McKinley, quindi, viene in Italia, a Udine, dove allena la locale squadra del Leonorso. Ma Ian freme in panchina, è troppo giovane, vorrebbe giocare.

Ed esistono degli occhiali speciali che gli permetterebbero di giocare, ma purtroppo la World Rugby non li riconosce. Inizia, così, una battaglia scientifica e legale che porterà la federazione internazionale ad approvare la sperimentazione degli occhiali. Con loro l’apertura torna in campo a marzo 2014 con l’Udine. E a fine stagione viene messo sotto contratto dal Viadana, club d’Eccellenza, il massimo campionato italiano.

Due stagioni in cui si mette in evidenza, conquistando anche alcune convocazioni come permit player nelle Zebre, una delle due franchigie italiane che giocano nella Guinness Pro 12. Per le quali, però, non può giocare le trasferte in Irlanda, perché la federazione locale non accetta gli occhiali speciali. Fino a quest’estate, ed ecco che arriva il passaggio alla Benetton Treviso – l’altra franchigia azzurra – dove continua a giocare ad altissimo livello. E ora, con tre anni di residenza in Italia, la convocazione in azzurro. Proprio da parte di Conor O’Shea, irlandese come lui.

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