Jorge Lorenzo annuncia il ritiro a 32 anni e 5 mondiali vinti -2-

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Roma, 14 nov. (askanews) - In Honda "Non ho potuto essere nelle condizioni fisiche normali per essere veloce, e non ho mai sentito la moto adatta per il mio modo di correre. Ho continuato comunque a lavorare con il team, ho iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel, ma ho avuto un incidente al Montemeló e ad Assen. Devo ammettere che quando stavo rotolando sull'asfalto mi sono detto: "Ne vale la pena ancora di soffrire?". Poi sono tornato a casa e ho deciso di provare ancora, quindi ho continuato. Ma la verità è che dal quel momento la salita è diventata alta e non ho avuto più la motivazione per scalare questa montagna". Non c'era più la motivazione. "Adoro questo sport, ma adoro vincere. Mi sono reso conto che questo non è più possibile, anche se è passato poco tempo con Honda. Non avevo la concentrazione giusta e non era realistico raggiungere l'obiettivo in poco tempo. Mi dispiace per l'Honda, per Alberto (Puig), che mi ha dato questa opportunità. Mi ricordo che nei test invernali di Montemeló avevo parlato con lui, mi dispiace averlo deluso. Siamo tutti dei vincitori e vogliamo lottare per vincere". Quanto alla sua carriera aggiunge: "Il momento più importante, Malesia 2010. Valencia nel 2006, il primo titolo Mondiale in MotoGP, l'Asia nel 2013 che dimostra come la mente possa spingere il corpo. Poi il mio ultimo titolo a Valencia nel 2015".

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