Jorge Mendes piazza Gattuso e si riprende il Valencia

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Si scrive Gennaro Gattuso, si legge Jorge Mendes. A Valencia non hanno dubbi sulla piega che le cose hanno preso (anzi, ripreso), e di ciò dà testimonianza la prima pagina del quotidiano sportivo locale Super Deporte, nell'edizione andata in edicola oggi. Lì campeggia una foto del super-agente portoghese accompagnata dal titolo “Mendes Holdings”. Una formula che per assonanza richiama Meriton Holdings, la vasta scatola di controllo attraverso la quale il miliardario singaporiano Peter Lim gestisce anche il club spagnolo.  E a accompagnare la foto viene riprodotto il disegno che campeggia nella copertina del libro e nei cartelloni del film “Il padrino”: la mano del puparo che regge i fili dei burattini. Una confezione della notizia che benissimo rende l'idea di come il valencianismo abbia accolto la notizia dell'ormai quasi certo arrivo di Ringhio sulla panchina del club 'che'. Per il campione del mondo 2006 l'avventura partirebbe certamente a handicap, poiché non si tratterà soltanto di  guadagnarsi la fiducia dell'ambiente come capita a ogni allenatore che si presenti per la prima volta a una piazza, ma ci sarà anche da allontanare l'aura della pedina di un sistema che da quasi un decennio viene contestato e detestato da tutto l'ambiente valencianista. Stampa compresa, come la prima pagina di Super Deporte certifica.

Una piazza in tensione permanente – Quale sia l'umore del valencianismo nei confronti di Lim e dei suoi rappresentanti è stato a più riprese raccontato da Calciomercato.com nel corso di questi anni. L'ultima tappa della lunga vicenda risale alla vasta protesta che ha portato tifosi e stampa a disertare lo stadio Mestalla in occasione dell'ultima gara di campionato contro il Celta Vigo. Da allora la sostanza delle cose non è cambiata. Dopo aver rimosso il suo plenipotenziario Anil Murthy (indifendibile dopo che alcuni suoi spezzoni di conversazione sono stati registrati e pubblicati da Super Deporte), Lim ha ripreso a gestire da lontano il club, nel più totale disimpegno. E dal canto suo la piazza non ha minimamente cambiato l'atteggiamento nei confronti della proprietà, e della sua gestione che procede secondo una logica da giorno per giorno. E a una piazza che ormai non è più disposta a concedere la minima apertura di credito alla proprietà viene adesso lanciato un messaggio che sa quasi di ricercata ostilità: il ritorno sotto l'influenza di Jorge Mendes.

La mendesizzazione del primo Valencia di Lim – Il rapporto fra Peter Lim e Jorge Mendes è solido e va oltre la dimensione degli affari. Il miliardario singaporiano è stato addirittura testimone di nozze di Mendes in occasione del matrimonio di rito religioso con Sandra Barbosa, celebrato a Porto nell'estate 2015 (i due erano uniti già da dieci anni con rito civile). Ma sono soprattutto gli affari calcistici a cementare il rapporto fra Lim e il boss di Gestifute. Di tale alleanza il Valencia è stato emblema fin dall'inizio dell'avventura di Lim come proprietario del club. Tutte le prime campagne trasferimenti dell'Era Lim sono state condotte nel segno di Mendes. Inizialmente con l'arrivo di calciatori di qualità come André Gomes e Rodrigo. Ma poi il valore dei giocatori ha cominciato a farsi opinabile senza che Mendes mollasse il controllo sul mercato del Valencia. Era un tempo in cui Lim spendeva, sia pure in vista di realizzare un ritorno speculativo. E Mendes orchestrava il flusso dei calciatori, imponendo persino l'allenatore: Nuno Espírito Santo, colui che da calciatore fu il primo cliente storico di Gestifute, nell'estate del 1996. Questa situazione che vedeva Mendes in posizione di monopolio sul mercato dei trasferimenti ha sempre creato fastidio al valencianismo. Che però ha accettato la situazione fino a quando i risultati del campo sono stati all'altezza delle aspettative di una piazza che ha vissuto anche due finali di Champions League. Ma quando i risultati hanno preso a mancare, con annesso e progressivo disimpegno di Lim, è stata proprio la stretta relazione con Jorge Mendes a diventare il primo motivo di contestazione. Tanto da spingere a allentare la presenza del fondatore di Gestifute, che nelle stagioni più recenti è quasi sparito dai radar del valencianismo.

Sicché adesso questo ritorno in scena del super-agente portoghese non può che avere l'effetto di incendiare ulteriormente gli umori. Tanto più che adesso Mendes arriva in situazione ben diversa. Oggi Lim non spende più e dunque per il super-agente l'utilità di riavvicinarsi starà non tanto nel guadagnare su commissioni e intermediazioni, quanto sulla possibilità di trasformare il Valencia in un club da sfruttare per far circolare calciatori di proprio interesse e per tessere le sue alleanze con altri club. E in questo quadro l'imposizione di Gennaro Gattuso sulla panchina viene vissuta come un cattivo segnale. Perché Mendes torna e porta il suo allenatore. Che per sovrammercato è stato fermo tutta la stagione scorsa. E adesso dovrebbe essere chiaro il motivo per cui Ringhio partirebbe a handicap.

@Pippoevai

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