Juve, Agnelli nell'occhio del ciclone: la decisione a fine stagione

Nicola Balice
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La partita Super League non è ancora conclusa, forse non è nemmeno ai minuti di recupero. Certo, per il momento difficile non considerarla una sconfitta su tutta la linea per Andrea Agnelli che di fatto è andato all-in con questa mano convinto che fosse l'unica per vincere il piatto. Una mossa comunque condivisa anche con i vertici Exor, non improvvisata di certo. E pure all'interno del club bianconero, a differenza di altre società, si è alzata la difesa del progetto e del presidente. Anche, ma non solo, perché se dovesse avvenire il ribaltone ai vertici della Juve poi a saltare non sarebbe Agnelli. Che per il momento resterà al suo posto a dispetto di tutte quelle voci rimbalzate tra martedì e mercoledì: non si dimette, non viene mandato via. Per ora è così. Poi da qui a fine stagione la situazione potrebbe cambiare.

FINO ALLA FINE – Secondo Luciano Moggi, che dalle parti della Continassa è sempre ospite gradito, l'analisi è semplice: “Agnelli è e resterà il presidente della Juve”. Il tempo dirà se avrà ragione in questo caso. Perché riflessioni sono comunque in atto, resistere tutti insieme alla bufera di questi giorni è la priorità, poi però a fine stagione si tireranno le somme perché il caso Agnelli è al centro di una guerra diplomatica a ogni livello. Le mosse degli scorsi giorni hanno tirato in ballo addirittura Emmanuel Macron proprio quando è stato raggiunto un accordo tra Exor e Peugeot, la posizione del capo di stato francese è stata durissima a proposito del golpe Super League. La guerra con Ceferin e la Uefa è forse la punta dell'iceberg, i rapporti da riconsolidare sono tanti e delicatissimi. Su questo si ragiona, soprattuto. Serve quindi calma e sangue freddo, ma quello che è stato assicurato in questi giorni potrebbe inevitabilmente cambiare nelle prossime settimane. E l'alternativa già pronta al cambio di guarda risponde al nome di Alessandro Nasi.