Juve, Allegri: 'Dobbiamo stare in silenzio e lavorare. Ronaldo? Fosse andato via prima avremmo fatto un mercato diverso'

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In un'intervista a Dazn, Max Allegri ha fatto il punto della situazione in casa Juve alla vigilia del mach con il Verona.

PARLA MAX - "Sto bene, poi è il compleanno di mio figlio quindi è una bellissima giornata. Ci sono momenti nella vita in cui non si può né sempre vincere né sempre perdere. Noi siamo in un momento in cui bisogna stare in silenzio, lavorare, cercare di fare risultati migliori, migliorare alcune situazioni. Dobbiamo capire meglio i momenti della partita. Se non hai la palla non puoi fare gol. E non puoi prendere nemmeno gol al 95'. Questi sono dettagli che condizionano prestazioni, il risultato della partita, soprattutto il morale e l'umore. Quindi bisogna essere bravi a continuare a lavorare e ad affrontare una partita come quella col Verona nel migliore dei modi".

REAZIONE - "Non è questione di tenere tutti felici, è che nel calcio succedono anche queste cose. Noi dobbiamo essere focalizzati su cosa stiamo facendo, su ciò che c'è da migliorare. Ora c'è una bella partita da giocare contro una squadra che gioca bene, dà ritmo, che sta in buona condizione e quindi per noi tutto questo è uno stimolo. Bisogna avere grande rispetto per il Verona e di tutte le squadre, grandi o piccole. Poi martedì abbiamo il primo obiettivo da raggiungere che è il passaggio del turno in Champions, se ci riuscissimo sarebbe un bel traguardo e ci consentirebbe di avere un po' più di tempo per guardare al campionato e lavorare di più quotidianamente, ne abbiamo un gran bisogno".

IL MOMENTO - "Il calcio è bello perché dopo la partita parlano tutti. È molto semplice, se vinci sei un bravo ragazzo, se perdi purtroppo...ditela voi la parola".

SUGLI ERRORI - "Col Sassuolo non abbiamo tirato tante volte in porta, non abbiamo creato tante occasioni, paradossalmente abbiamo subito più col Sassuolo che con Inter e Roma. Alla fine è il risultato che condiziona dall'esterno le prestazioni. Io invece deve valutare le prestazioni di una squadra che ha cercato fino alla fine di vincere la partita. Poi avevamo la possibilità di portare a casa comunque il pareggio perché l'ultimo gol potevamo evitarlo di esperienza, ma fa parte della vita. Non si può pensare, in ogni lavoro, che un ragazzo giovane possa avere l'esperienza di un ragazzo di 35 anni che ha quattrocento partite in più di un giovane. Le malizie, la capacità di capire i momenti della partita, è tutto diverso. La Juve ha ottimi giocatori che stanno facendo bene, io sono molto dispiaciuto perché non stiamo riuscendo a ottenere risultati, per l'impegno e l'abnegazione che i ragazzi mettono in campo. In questo momento qui non c'è da chiacchierare, c'è solo da fare".

SU CHAMPIONS E SCUDETTO - "La Juve non può porsi obiettivi, ora abbiamo solo il passaggio del turno in Champions. Anzi, prima c'è il Verona. Dobbiamo vivere partita dopo partita e poi vedremo dove siamo in grado di arrivare, al resto ci pensano le altre. Io credo che l'Inter rimanga la favorita, però Milan e Napoli stanno facendo bene e hanno carte in regola per vincere il campionato, poi nel calcio non si sa mai perché magari becchi un filotto al contrario di quattro partite e il vantaggio te lo sei mangiato. Ma è tutta roba che non riguarda noi, pensiamo solo a noi".

SU CHIELLINI SU RONALDO - "Ho imparato una cosa. Le cose che vengono dette e le cose che vengono fatte, sono interpretate da ognuno. Io credo che Chiellini abbia detto cose positive su Cristiano, un giocatore straordinario che per me è stato un onore allenare, ne ho allenati tanti di grandi campioni. È normale che il 28 agosto a tre giorni dalla fine del mercato non avevi la possibilità di sostituirlo, la società è stata brava a prendere Kean, un giocatore che ha fatto gol importanti e sono contento. Se fosse andato via un mese prima magari la società avrebbe avuto modo di lavorare in un mercato diverso. È solo una questione di mercato, non ha creato problemi".

SULLA SUPERLEGA - "Faccio fatica già a fare l'allenatore, c'è il presidente in prima linea e sa benissimo le cose che ci saranno da fare. Io credo che per migliorare il calcio e la qualità si debbano prendere decisioni importanti".

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