Juve, Buffon è meglio di Szczesny: il futuro all'Atalanta è un'ipotesi concreta

Giancarlo Padovan
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Devo ammettere, con sincerità totale, che sono sempre stato contrario al ritorno alla Juventus di Gianluigi Buffon, 43 anni compiuti il 28 gennaio. Né le sue nove presenze in campionato, l’anno scorso, mi avevano fatto cambiare idea.

Altresì trovavo irragionevole la sua richiesta di un prossimo rinnovo del contratto con l’assicurazione non tanto di giocare da titolare, ma di essere messo alla pari di Wojciech Szczesny, dodici anni più giovane di Buffon, in modo da potergli contendere il posto.

Ovviamente - come spesso capita - mi sbagliavo. Buffon oggi è meglio di Szczesny. E non lo dico perchè con almeno tre parate fondamentali ha salvato la Juventus contro il Napoli, ma perché ha una reattività e un’attenzione superiori a quelle del polacco. Una forma fisica invidiabile. Una voglia di competere senza eguali. E’ un portiere vero, non uno che sta svernando.

Sono convinto che se ci fosse stato lui in porta contro il Torino, non solo non avrebbe subìto i due gol che Szczesny non è stato in grado di evitare, ma molto probabilmente la Juve avrebbe vinto il derby, rilanciandosi in maniera definitiva in zona Champions.

Non posso sapere perché Andrea Pirlo abbia cambiato la sua decisione rispetto all’annuncio della vigilia della partita con il Napoli (“In porta gioca Szczesny perché dopo una brutta partita c’è voglia di riscattarsi"), so però che, ove mai qualcuno gliel’avesse anche suggerito (la vecchia guardia, un dirigente, il presidente), l’allenatore ha fatto bene a fare quel che ha fatto. Primo, perché Buffon ha passato una vita sul campo come Pirlo e conosce il valore della vicinanza e della solidarietà nei momenti difficili. Secondo, perché oggettivamente Buffon è in una condizione migliore rispetto al titolare.

La logica, poi, è sorretta anche da altro. Pirlo non aveva potuto schierare Buffon nel derby solo perché era stato squalificato, seppure con ritardo, per una bestemmia ripresa dalla prova tv e dal relativo sonoro. E Szczesny la partita con il Toro l’ha sbagliata completamente. Quindi, dal punto di vista strettamente tecnico, l’avvicendamento era doveroso, soprattutto in un allenatore che, al pari di Gasperini e di qualche altro, non considera più intoccabile il titolare nel ruolo.

VIDEO - Szczesny: "Non posso parlare male di Pirlo altrimenti..."

A proposito di Gasperini mi viene da rilanciare una voce che, leggendo la Gazzetta dello Sport, ha ipotizzato, qualche giorno fa, Massimo Mauro, grande amico di Gigi, e opinionista non certo scontato. E se l’Atalanta, che forse vende Gollini (ha molto mercato e non è più nelle grazie dell’allenatore), senza per questo promuovere Sportiello (un buon portiere che ha qualche passaggio a vuoto nei momenti topici), si rivolgesse allo svincolato Buffon (la Juve non rinnova) proponendogli un ingaggio magari per due stagioni?

L’eventualità, a mio giudizio molto meno remota di come appare, confliggerebbe con i propositi del portiere juventino. Ovvero: “Se non trovo un top club in cui fare il titolare, smetto”.

 L’Atalanta, per bacheca e quarti di nobiltà, non è esattamente un top club. Tuttavia è una società che da due anni, in maniera stabile, chiude al terzo posto in classifica, partecipa alla Champions League facendo più strada della Juve l’anno scorso o lo stesso percorso della Juve quest’anno (eliminata agli ottavi, ma dal Real Madrid). Una squadra che quest’anno è finalista di Coppa Italia (guarda caso proprio con la Juve) e che quasi certamente chiuderà nelle prime quattro (magari seconda) partecipando alla Champions che alla Juve potrebbe sfuggire.

 Chi, a questo punto, potrebbe dire che l’Atalanta non è, almeno dal punto di vista del rendimento sportivo, un top club?

E se tutto questo fosse vero e accadesse, qualcuno mi potrebbe spiegare perché Buffon non va più bene nella Juve, mentre funzionerebbe benissimo in una sua diretta concorrente?