Juve, dalla Ronaldo-dipendenza al problema play: Pirlo è sotto accusa

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Alibi ce ne sono, ma non bastano per giustificare una stagione sottotono. La Juve non gira, nell'ultima parte di stagione serve svoltare per evitare di chiudere l'anno con un fallimento. Gli infortuni fin qui sono stati un fattore, (anche domani contro lo Spezia Andrea Pirlo dovrà fare a meno di Morata e Cuadrado, che dovrebbero tornare in campo contro la Lazio, più Chiellini, Bonucci, Dybala e Arthur) ma è innegabile che il tecnico bresciano abbia qualche responsabilità.

PROBLEMI - Lo dicono i numeri, la Juve ha 46 punti in 23 partite, 10 meno dell'Inter, 8 in meno dell'ultima versione targata Sarri. Quest'anno la Juve non ha mai vinto oltre tre partite di fila e ancora una volta è stata troppo Ronaldo-dipendente. CR7 calamita attenzioni e palloni, è innegabile, ma ha segnato 19 dei 45 gol totali in campionato, ovvero il 43%. Mancano alternative credibili anche in mezzo: senza Arthur, l'unico in grado di fare il play, non c'è qualità, tutti gli esperimenti provati, compreso Bentancur regista difensivo, sono sembrati toppe sui pantaloni bucati.

SOLIDITA' MENTALE - Last but not least l'aspetto mentale. A Verona la Juve si è fatta rimontare per la quarta volta in campionato (era già successo contro Lazio, Benevento e Atalanta), contro la Fiorentina c'è stato un approccio sbagliato. Errori che non si può permettere, sui quale Pirlo deve lavorare. Per continuare la corsa in Champions e lottare fino in fondo in campionato.