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Juve, di Chiesa non si può fare a meno: Allegri lo vede punta, può diventare devastante

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A destra, a sinistra, da seconda o anche da prima punta. "La mia idea è che sarà destinato a fare il centravanti o uno dei due attaccanti": ha detto Allegri in conferenza stampa. L'importante è farlo giocare. Perché poi Federico Chiesa sa come fare la differenza. L'ha fatta subito alla Juve, nella Juve più in difficoltà degli ultimi dieci anni. L'ha fatta anche in Nazionale, all'Europeo, nella Nazionale più esaltante da Berlino in poi. E ora sta continuando a fare la differenza in bianconero pure in questo complicato avvio di stagione del secondo ciclo targato Max Allegri. Che poi, a ben guardare, con Chiesa in campo la Juve è tornata a macinare quantomeno punti. Dal Milan in poi, i bianconeri hanno ottenuto 7 punti su 9 in campionato, battendo ora pure il Chelsea campione d'Europa. E almeno due vittorie, quella con lo Spezia e questa ben più pesante di Champions. Che poi alla fine davvero non sembra essere una questione di posizione, perché a modo suo sa interpretare ogni ruolo allo stesso modo: attaccando a testa bassa, mordendo gli avversari, dando tutto e anche di più. Creando occasioni spesso dal nulla, magari di pura voglia. È talento, è classe assoluta, anche tutto questo. È la classe di Chiesa, di cui la Juve non sembra onestamente poter fare a meno.

IL FEELING – Al termine è ovviamente lui l'uomo della partita, premiato dalla Uefa. Al termine non può che essere lui a parlare a caldo, cogliendo la palla al balzo per spazzare via ogni voce, presunta o reale, relativa a un eventuale rapporto complicato con Allegri. Il tecnico bianconero sta usando più bastone che carota con lui, pure pubblicamente, con l'obiettivo di spronare e non ridimensionare. Anche perché poi l'ha sempre schierato, cercando di volta in volta di posizionarlo dove potesse fare più male agli avversari. Contro il Chelsea è partito largo a sinistra, poi è diventato di fatto lui la prima punta di una squadra senza centravanti, alla prima palla buona ha fatto gol. O per meglio dire, alla prima palla buona arrivata dai compagni al termine di una bellissima azione corale: palla al centro, lancio di Bonucci, torre di Rabiot, assist di Bernardeschi. Il resto lo fa Chiesa, che prima e dopo si era messo in proprio come spesso accade per creare pericoli dal nulla. È anarchico a volte, può sembrare un elemento estraneo a un flusso di squadra che per il momento comunque è ancora in fase embrionale. Però è insostituibile, imprescindibile. Ha qualcosa che in questa Juve forse hanno in pochi, quasi nessuno: è quel qualcosa dei campioni veri, decisivi quando conta davvero. Quel qualcosa che Chiesa ha e sembra avere sempre di più.

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