Juve, la bordata di Allegri a Rabiot è un segnale anche sul mercato

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Ultima chiamata per Adrien Rabiot. Le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa non ammettono repliche e soprattutto non concedono sconti al centrocampista francese, uno degli “acquisti” più controversi degli ultimi anni. La nuova convocazione del ct dei Bleus Didier Deschamps non cancella un inizio di stagione molto sottotono per l’ex calciatore del Paris Saint-Germain, che rischia di perdere sempre più posizioni nelle gerarchie della Juve se non arriverà una svolta a stretto giro di posta.

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SENZA RUOLO - “Inutile parlare del potenziale, Adrien deve fare molto di più. Punto”, ha archiviato la questione Allegri in maniera estremamente drastica. Messa da parte l’ipotesi di giocare con una mediana a tre, l’unica collocazione possibile per Rabiot è diventata quella di esterno sinistro adattato, posizione che ha ultimamente occupato pure con la sua nazionale. Ma nemmeno questo accorgimento ha prodotto i risultati sperati e la sensazione è sempre più quella di un giocatore tecnicamente, tatticamente e caratterialmente poco registrato sulle frequenze bianconere. E così McKennie si è preso ormai il posto al fianco di Locatelli nel cuore del centrocampo, mentre Bernardeschi e Chiesa sono decisamente in corsia di sorpasso rispetto all’oggetto misterioso arrivato dalla Francia.

TEMPO SCADUTO - Un peso non indifferente anche per le casse societarie, gravate da quell’ingaggio da 7,5 milioni di euro netti fino al 2023: una cifra che soprattutto oggi, in tempi di crisi economica generalizzata o quasi, è divenuta assolutamente fuori mercato e che sta complicando non poco le strategie in entrata della Juventus. Più che disposta a sondare tutte le piste possibili, Premier in testa, in vista di gennaio. Le parole odierne di Allegri assumono dunque una rilevanza particolare: per Rabiot il tempo sta per scadere.    

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