Juve, la gestione di Di Maria fa discutere: Allegri un po' forza e un po' frena. E a Parigi...

La gestione di Angel Di Maria. La stagione è appena iniziata, eppure uno dei temi principali in casa Juve è già questo. Così come per Paul Pogba, infatti, alla Continassa era chiaro fin dall'inizio che puntando tanto (tantissimo) sul talento argentino sarebbe stato necessario un equilibrio difficile da individuare. Max Allegri ha voluto lui e solo lui per riempire quella casella, quella che teoricamente era occupata fino a giugno da Paulo Dybala. Anche a costo di accontentarlo economicamente, anche a costo di ingaggiarlo per una sola stagione e per di più con il Mondiale in arrivo già a novembre. Ma già questo inizio di percorso insieme ha fatto capire come questo equilibrio sia tutt'altro che semplice da mantenere.

A SINGHIOZZO - Pronti via, ecco il primo gol e la prima vittoria con la firma di Di Maria, ma contro il Sassuolo ecco anche il primo infortunio muscolare, con Allegri che al termine del match rivelava come quel problema all'adduttore se lo portava appresso già da un po'. Forse andava preservato o gestito diversamente, forse è stata solo sfortuna, ma gli esami hanno poi confermato uno stiramento. Due settimane e due partite di stop, poi subito nella mischia: uno spezzone con lo Spezia senza allenamenti in gruppo, già titolare con la Fiorentina nonostante un paio di sedute appena con il resto della squadra. A Firenze un'altra sostituzione, dopo appena 45 minuti e una prestazione distante dagli standard a cui Di Maria punta e ha abituato: una sostituzione precauzionale, ha spiegato Allegri. Che quindi un po' forza e un po' frena, l'equilibrio per la gestione di Di Maria ancora non è stato trovato. Da qui passerà molto del progetto bianconero di questa stagione.