Juve, la posizione scomoda di Agnelli: ad Elkann la scelta 'politica' sul suo futuro

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Il caos generato dalla nascita e dall'implosione della Superlega sta facendo rumore in tutto il mondo e ha acceso i riflettori sull'uomo immagine, almeno per l'Italia della nuova competizione: il presidente della Juventus, Andrea Agnelli. Si è discusso a lungo sul suo futuro, ma ora a riflettere è anche Exor con il cugino John Elkann che una volta chiusi i bilanci societari dovrà prendere una posizione che è più politica che famigliare.

POSIZIONE SCOMODA - In linea di massima l'idea del numero 1 bianconero, è quella di non lasciare la presidenza e si conferma impegnato al 100% sul futuro del club. Con la scelta di farsi promotore del progetto Superlega, tuttavia, Agnelli si è inimicato la gran parte delle istituzioni politiche italiane (Lega e Figc in cui i presidenti hanno più volte invocato sanzioni) ed Europee. Colpisce soprattutto il rapporto con Ceferin con cui è passato dall'essere considerato un grande amico all'essere etichettato come "serpente", "falso" e "traditore"

LA SCELTA DI ELKAN - La necessità manifestata da Agnelli con la fondazione della Superlega è sotto agli occhi di tutti: rivoluzionare il calcio per ridare liquidità e potenza alla Juventus. Un progetto fallito che ora costringerà il cugino John Elkann a prendere posizione all'interno del board di Exor, la cassaforte di famiglia da cui sono partiti e dovranno partire anche a fine anno, degli aumenti di capitale. Secondo El Pais molti degli azionisti della società sono rimasti incredibilmente scontenti della scelta e, soprattutto, del non essere stati informati del progetto e stanno chiedendo una presa di posizione forte all'erede diretto dell'Avvocato. Ciò che per ora ha fermato tutto è l'assenza di alternative credibili, ma a fine anno dovranno essere tirate le fila di questa intricata questione, più politica che famigliare.