Juve-Milan, in palio la Champions League e Donnarumma. Si rischia un nuovo caso de Vrij?

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Novanta minuti per decidere il futuro. Della Juve, del Milan e di Gigio Donnarumma. La sfida di domenica allo Stadium vale molto di più dei tre punti in palio, chi perde rischia di restare fuori dall'Europa che conta, uno scenario che avrebbe conseguenze sui conti e sul mercato. Qualificarsi alla fase a gironi della coppa più importante vorrebbe dire incassare oltre 40 milioni di euro (dalla Uefa, da sponsor e dal market pool, la ​quota distribuita in base al valore proporzionale del mercato televisivo), soldi fondamentali, ancor di più in periodo di pandemia.

SCENARIO - La conquista della Champions League è uno dei fattori per capire dove il portiere della Nazionale giocherà il prossimo anno. La situazione è chiara, il Milan gli ha proposto un rinnovo a 8 milioni di euro a stagione, Raiola ne vuole almeno due netti in più, soldi (oltre a una ricca commissione) che gli garantirebbe la Juve, pronta a fare follie per garantirsi il numero uno dei prossimi quindi anni. Ma serve la Champions, senza la quale è difficile mettere in cantiere investimenti corposi. La Juve - infatti - ha chiuso il primo semestre con una perdita di oltre 110 milioni di euro specificando, nel comunicato dello scorso febbraio, la possibilità "di far ricorso ad operazioni di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori".

SOTTO PRESSIONE - Di certo quella di domenica sera sarà una sfida particolare per il portiere di ​Castellammare di Stabia, che potrebbe sfidare la sua prossima squadra. Come successo il 20 maggio 2018 a Stefan de Vrij, in scadenza con la Lazio e con il contratto firmato con l'Inter nel cassetto (Donnarumma al momento non ha messo nulla nero su bianco). Anche in quel caso fu una finale per andare in Champions, la Lazio perse 3-2, con gol decisivo di Vecino nel recupero, ma la partita cambiò al 77' con il fallo da rigore di de Vrij su Icardi, che diede il via alla rimonta nerazzurra.