Juve, per ora avanti con Allegri. Ma serve una svolta: a Monza sotto esame

Avanti con Max. Dubbi riguardo al fatto che oggi non ci sarebbe stata nessuna novità significativa in casa Juve, non ce ne sono mai stati. Poi andare avanti con Allegri vuol dire tanto, ma non tutto. Perché solo col tempo bisognerà capire fino a quando resterà lui il timoniere della Juve. Dopo la rabbia rimane la delusione, resta anche la preoccupazione: però alla Continassa c'è anche tanto sano realismo. Che si può tradurre in due modi: il primo è quello legato a un contratto milionario e lunghissimo (7 netti a stagione più bonus fino al 30 giugno 2025) che condiziona ogni riflessione, il secondo è quello che porta a tutti quei problemi che la Juve ha e che nemmeno un cambio di allenatore ora potrebbe risolvere. Quindi ad Allegri resta il sempre più difficile compito di dimostrarsi effettivamente parte della soluzione e non del problema, come dichiarato nella conferenza stampa post-Benfica. Poi dipenderà da come andranno i prossimi mesi, per una fiducia che calendario alla mano potrà essere riconsiderata in tre step.

GLI ESAMI. L'obiettivo - la speranza - alla Continassa resta quella di poter andare con Allegri avanti almeno fino al termine della stagione. Questo perché il campionato è lungo e perché a stagione in corso non sono previste rivoluzioni, per tradizione e non soltanto: in fondo gli ottavi di Champions sono già oggi ritenuti quasi impossibili, anche se non tutto è perduto e con un clamoroso filotto di successi la Juve potrebbe rimettersi in corsa. Ma quella che è una linea teorica potrebbe scontrarsi con la realtà dei fatti, se a novembre la Juve dovesse effettivamente ritrovarsi in Europa League e distante dalla vetta in campionato, soprattutto nel caso in cui non dovesse essere messa una fine a questa crisi di identità, la lunga sosta per il Mondiale si trasformerebbe in un'opportunità da non lasciarsi scappare per resettare tutto (costi quel che costi). E prima? Prima non c'è teoria e non c'è ipotesi, ritrovarsi a dover prendere una drastica decisione nell'immediato significherebbe anche essere crollati sul campo del Monza ultimo in classifica e fresco di cambio in panchina tra Stroppa e l'esordiente Palladino: a questo nessuno vuole pensare in casa Juve. Avanti con Allegri, quindi. Ma serve una svolta e serve subito.