Juve, quando la religione dà una mano: mezzo Maccabi a digiuno, cos'è e come funziona lo Yom Kippur

Siamo tutti familiari con il meccanismo del Ramadan, il mese di digiuno diurno che i musulmani devono osservare ogni anno. Un periodo, questo, che si è consumato ad aprile di quest'anno, eppure stasera gran parte dei giocatori del Maccabi Haifa arriverà digiuna o quasi alla sfida di Champions contro la Juventus. Questo per via dello Yom Kippur, una ricorrenza ebraica che impone il digiuno totale per 24 ore, escludendo quindi anche le ore notturne a differenza del Ramadan.

CHE FORTUNA, JUVE - Quest'anno, lo Yom Kippur (letteralmente "giorno dell'espiazione", il più santo e solenne dell'anno) cade dalla sera del 4 a quella del 5 ottobre, "fino alle prime stelle del giorno successivo": presumibilmente, i giocatori del tecnico Barak Bakhar potranno mettere qualcosa sotto i denti solo a pochi minuti dalla partita, dopo un giorno intero di digiuno. Ovviamente, i nutrizionisti del club israeliano sono pronti a far fronte a questa esigenza religiosa nel migliore dei modi, ma è logico che verranno privilegiati gli elementi che saranno in perfette condizioni.

MANI LEGATE - Il tecnico israeliano, a digiuno anche lui, ha dichiarato in conferenza: "Io digiunerò, lo faranno alcuni giocatori, ma abbiamo una rosa ampia, anche stranieri che potranno giocare perché non ebraici. Ci saranno cambiamenti, rotazioni, anche sabato e contro la Juve in Israele. Credo nella rosa, avremo sempre un ottimo undici in campo. Dietro abbiamo due centrali stranieri che si conoscono bene, si stanno inserendo bene, hanno grande carattere e personalità. Si inseriranno molto velocemente e ci aiuteranno molto". Su 27 giocatori in rosa, ben 17 sono israeliani: una bella gatta da pelare, un calendario che, in questo, offre un discreto assist alla Juventus.