Juve, quando trattare con l'agente è più difficile che con chi vende: Ristic cede, ma che fatica con Raiola e colleghi

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La trattativa tra Juventus e Fiorentina per il trasferimento di Dusan Vlahovic non è stata difficile in sé e per sé: una volta che il club viola ha fatto il prezzo del proprio attaccante e la Vecchia Signora ha trovato le risorse da investire, la stretta di mano è arrivata in pochissimo tempo. Eppure, complice anche lo stato di malattia dell’attaccante, la fumata bianca (bianconera, in questo caso) è arrivata con qualche giorno di ritardo. Problemi con l’ingaggio, con le condizioni da porre al calciatore? Nessuno, 7 milioni l’anno sono pronti ad essere girati sul conto del bomber. Il nodo è stato invece la commissione da destinare all’esigente procuratore del serbo, Darko Ristic, che chiedeva in prima battuta ben 18 milioni di euro per completare l’affare, salvo poi "accontentarsi" di 12.

TENSIONI – La Fiorentina sa benissimo quanto sia difficile avere a che fare con l’International Sports Office, l’agenzia che cura gli interessi di Vlahovic: sin da quando Prandelli ha consegnato al giovane numero 9 le chiavi dell’attacco gigliato, i dirigenti hanno provato senza successo a contattare il manager per valutare i margini di un rinnovo che non è mai arrivato, e che anzi è diventato una vera e propria utopia. Più l’offerta viola si alzava, di pari passo con le prestazioni del centravanti, più la richiesta di ingaggio e compenso alla firma cresceva. Fino a che non si è arrivati alla rottura, consumata in due momenti tra inizio ottobre e fine novembre. Barone e Commisso non hanno mai lesinato attacchi, neanche troppo velati, al comportamento di Ristic e Vlahovic.

BRACCIO DI FERRO – Oggi la Juventus chiuderà un affare che potrebbe cambiare i connotati del campionato in corso, dopo essersi fermata per diverse ore a due passi dal traguardo a causa delle esose richieste di commissioni. Facendo un rapido calcolo, 12 milioni sono all'incirca il 16% del costo del trasferimento e il 10% del costo totale dell’operazione, fra transfer fee, ingaggio e ammortamenti. Da sottolineare come le direttive FIFA, che la Fiorentina da parte sua vorrebbe trasformare in vere e proprie norme, parlino di appena il 3% da destinare al procuratore. Attualmente non esiste nessuna limitazione, e il caso di Ristic e dell’International Sports Office non rappresenta una novità.

A SCUOLA DA RAIOLA – Un agente notoriamente anche più “costoso” da questo punto di vista, giusto per fare un esempio noto, è Mino Raiola, capace di strappare 25 milioni di commissioni per il trasferimento di Pogba al Manchester United (2016) proprio dalla Juventus e di chiederne addirittura 40 a chiunque sia interessato ad avvalersi delle prestazioni di Erling Haaland a partire dalla prossima estate. E non bisogna pensare che la Juventus sia stata colta di sorpresa da questo tipo di richiesta: nel quinquennio 2015-2020, i bianconeri hanno versato ben 190 milioni nelle casse dei manager dei calciatori sbarcati a Torino, il dato di gran lunga maggiore tra i club di Serie A in quel periodo. Anzi, proprio questa familiarità nel versare grandi somme di denaro agli agenti evidenzia l’anomalia della richiesta per Vlahovic, che ha messo in difficoltà anche una società abituata come quella di Agnelli. L'affare, comunque, non ha mai rischiato davvero di arenarsi: tutte le parti in causa si sono sbilanciate fin troppo per poter ammettere un clamoroso dietrofront. La Juventus sarebbe rimasta senza attaccante e Vlahovic, ripudiato da Firenze, senza squadra nell’anno del Mondiale. Inoltre, la Fiorentina stava aspettando notizie sui movimenti del serbo in bianconero per far arrivare a propria volta Cabral. Insomma, il punto di non-ritorno è stato raggiunto, ma anche la Juventus si si è trovata a fare i conti con il problema che i vertici del calcio mondiale stanno lavorando per risolvere.

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