Juve e Roma si annullano 1-1: Allegri domina per 65 minuti, ma spreca e fa rientrare Mourinho

Finisce in parità il secondo big match della 3a giornata di Serie A. Juventus e Roma si annullano 1-1 lasciando tanti rimpianti e l'amaro in bocca soprattutto ai bianconeri di Massimiliano Allegri apparsi più pimpanti e propositivi per oltre 65 minuti, ma che non sono riusciti a chiuedere i conti dopo la splendida punizione in apertura di Vlahovic che è valsa l'1-0. Mourinho, resiste e da calcio d'angolo trova un pari fino a quel momento inaspettato grazie alla giocata di Dybala che regala ad Abraham il più facile dei tap in di testa che chiude i conti e regala un punto a testa che però suona più come due punti persi per la Juve e uno guadagnato dalla Roma.

CHE PUNIZIONE! - Neanche il tempo di mettere da parte l'emozione del ritorno di Dybala e un fallo di Matic su Cuadrado riporta tutti sulla terra perché dalla punizione dal limite al 2', Vlahovic pennella una traiettoria imprendibile che tocca la traversa batte Rui Patricio per l'1-0 bianconero. Il gol mette la partita nei binari preferiti da Massimiliano Allegri che può serrare i ranghi e lanciare pericolosissime ripartenze che però non vengono sfruttate al meglio.

OCCASIONI SPRECATE - La Juve infatti domina per tutto il primo tempo non concedendo praticamente nulla alla Roma che raramente riesce ad affacciarsi in area di rigore, ma prima Alex Sandro non trova lo specchio, poi De Sciglio costringe Rui Patricio a togliere il suo tiro-cross dalla testa di Vlahovic, quindi il portiere giallorosso nega il gol a Cuadrado servito a tu per tu col portiere da Miretti. Il raddoppio in realtà la Juventus lo trova anche con una splendida azione verticale con sfondamento sulla destra e cross arretrato per Locatelli che di prima dai 30 metri batte Rui Patricio all'incrocio. La festa bianconera è però strozzata dall'intervento del Var che richiama Irrati all'on field review per un tocco di braccio di Vlahovic a inizio azione su palla persa da Dybala. Il tocco c'è, anche se non sembra procurare vantaggio, ma basta all'arbitro per annullare la rete. E così, dopo un'altra punizione calciata alta di poco da Vlahovic e una parata da Rui Patricio a terra di Cuadrado, si va all'intervallo con un solo gol di scarto.

LA RIAPRE ABRAHAM - Nella ripresa Mourinho cambia subito e sceglie Zalewski ed El Shaarawy per Mancini e Spinazzola, ma gli effetti del doppio cambio non si vedono nell'immediato con Cuadrado ancora pericoloso con un destro dal limite. La Juve però rallenta e con l'uscita per infortunio di Rabiot (entra Zakaria) perde quella dinamicità che invece la Roma inizia a guadagnare grazie ad El Shaarawy. Occasioni vere non ce ne sono, ma il pressing sale e al 67' sugli sviluppi di un corner Dybala, fino a quel momento spento, trova la semi-rovesciata dal secondo palo che si trasforma in assist per Abraham liberissimo di segnare di testa a centro area.

PARI E PATTA - Il pareggio spegne la Juve che nonostante i cambi (esordio di Milik per Cuadrado e McKennie per Miretti, ma anche Rovella e Kean per Vlahovic e Locatelli) non riesce più ad accelerare e portare pericoli verso la porta di Rui Patricio, al contrario è la Roma che, nonostante i cambi contenitivi di Mourinho (Kumbulla per Dybala dopo Celik per Karsdorp), riesce a divorarsi un'occasione clamorosa su corner con Szczesny che esce a valanga e salva su Ibanez e la palla che balla in area piccola senza che nessuno prima di Milik la butti in rete. Nulla da fare, le emozioni finiscono in un niente di fatto come la gara che finisce in parità e lascia alla Juve più rimpianti che gioie.