Juve, i tifosi ancora contro Bonucci: da 'sciacquatevi la bocca' fino al Monza, l'ultimo atto di una storia tormentata

"Bonucci non è mai stato un leader e mai lo sarà", questa la frase più emblematica del comunicato che gli ultras della Juve firmato "Viking Drughi e Nord-Este" hanno rilasciato in giornata. Solo l'ultimo capitolo di una storia, quella tra Bonucci e la Juventus, piena di successi, gioie, festeggiamenti ma anche complicata e tormentata. Un rapporto, soprattutto con i tifosi bianconeri che ha vissuto momenti di grandissimo amore e altri di assoluto astio. Cruciale per l'evoluzione di questa storia contraddittoria è sicuramente il passaggio del difensore al Milan nell'estate del 2017, dopo l'infausta finale di Cardiff. Troppo semplice però fermarsi a quel momento e a quella scelta; per capire a pieno lo strano rapporto tra i tifosi della Juve e il giocatore è giusto prendere in considerazione tutti i 12 anni trascorsi da quando per la prima volta Leonardo entrò a far parte del mondo Juventus.

INIZIO NEGATIVO - Luglio 2010, la Juventus allenata da Luigi Del Neri acquistava dal Bari Bonucci, uno dei difensori più promettenti del panorama italiano. Un'etichetta che il classe 1987 non aveva rispettato al suo primo anno, in cui si era reso protagonista di diversi errori grossolani; complice anche la situazione complessiva della squadra. Tanto che, i tifosi della Juve avevano storto il naso riguardo questo acquisto.

IDOLO - L'arrivo di Conte, il passaggio alla difesa a tre e i primi passi che hanno cambiato la storia della Juventus e di Bonucci. Prestazioni e successi che hanno reso il difensore uno dei più amati dalla tifoseria, anche per la sua esuberanza in determinate circostante e nelle interviste. Ancora più idolo dopo che lo stesso Bonucci decise di seguire i suoi compagni in curva Sud, insieme alla tifoseria. Era il 19 aprile 2014 e gli ultras bianconeri intonavano il coro "Leo Bonucci ce l'abbiamo noi'.

LA ROTTURA - Il momento che segna inevitabilmente un pre e post nel rapporto con la tifoseria avviene nell'estate del 2017, quando Bonucci si trasferisce al Milan. Un addio, dopo Cardiff e a una rivale storica che non poteva passare inosservato. I tifosi bianconeri si sono sentiti traditi come forse poche volte nella loro vita calcistica e questo sentimento lo hanno fatto ben presente in tutta la stagione e in particolare il 31 marzo 2018, quando Leo tornò all'Allianz Stadium da avversario.

'SCIACQUATEVI LA BOCCA' - Bordata di fischi al suo ingresso al campo con anche cori pochi carini come "Uomo di m....'. Poi il suo gol di testa che aveva portato in vantaggio il Milan surclassando proprio gli ex compagni di reparto, ovvero Chiellini e Barzagli. La gioia incontenibile mentre corre verso il settore ospiti e con la classica esultanza "sciacquatevi la bocca", di cui in passato avevano goduto i tifosi bianconeri e adesso ne erano "vittime". Una serata che oltre a non portare la vittoria per Bonucci aveva anche per sempre segnato il rapporto con la sua vecchia tifoseria, o almeno una parte di essa.

IL RITORNO - Sembrava impossibile pensare a un suo ritorno dopo quella sera all'Allianz Stadium e invece Bonucci torna a Torino dopo solo 12 mesi dall'addio. "Sono tornato a casa, trasformerò i fischi in applausi", queste le prime parole che testimoniavano come lo stesso giocatore sapesse di doversi riconquistare il popolo della Juve. Il primo impatto non fu infatti dei migliori, indifferenza totale al suo arrivo all'aeroporto di Caselle e qualche fischio al suo ingrasso alla Continassa. In particolare, come svelato dal Corriere della Sera nel gennaio del 2020, il difensore appena tornato a Torino chiese un incontro ad alcuni capi ultras bianconeri per "spiegare come erano andate effettivamente le cose".

L'ULTIMO CAPITOLO - A Monza, pochi giorni fa, l'ultimo (per il momento) capitolo della storia. Nonostante dal suo ritorno Bonucci avesse riacquistato la fiducia e l'amore di almeno parte dei tifosi, più di qualcosa è rimasto in sospeso. A confermare ciò il comunicato che gli ultras della Juventus hanno rilasciato in giornata in cui attaccano l'ex Bari pesantemente: "Stiamo assistendo a scene che non comprendiamo e fanno sorridere, o meglio SCENE RIDICOLE ideate da chi si erge a leader ma si comporta da vittima sacrificale. Bonucci non è MAI STATO UN LEADER E MAI LO SARA: né all'Inter né al Treviso né al Pisa né al Bari né al Milan né tanto meno alla Juventus... e come lui tutti gli altri che lo assecondano...". Bonucci, che mai come quest'anno era chiamato a prendersi in mano lo spogliatoio visto l'addio di Chiellini e la promozione a capitano, non ha convinto la parte più accesa del tifo bianconero e chissà se lo farà mai.