Juve, Vlahovic è sempre troppo solo: Allegri deve trovare una soluzione

Ci risiamo. Passano i mesi, finita una stagione ne è cominciata un'altra, Dusan Vlahovic è senza ombra di dubbio un punto fermo della Juve oltre che un suo punto di forza indiscusso. È il centravanti serbo ad aver già tolto le castagne dal fuoco a Max Allegri, quattro gol in cinque partite sono tutt'altro che pochi e considerando la difficoltà bianconera a trovare la via della rete sono stati anche di vitale importanza. Ma va anche detto che Vlahovic, quei gol, li ha segnati mettendosi in proprio: eccezion fatta per il 3-0 al Sassuolo su assist di Angel Di Maria (dopo palla regalata dai rivali) si registrano un rigore e due capolavori su calcio di punizione. Ecco, tra i meriti di Vlahovic c'è anche quello di aver spezzato l'incantesimo bianconero in questa specialità, erano più di due anni che la Juve non segnava su punizione e Dusan ne ha segnate addirittura due in tre giorni tra Roma e Spezia. Poi però c'è anche l'altra faccia della medaglia, quella che parla di un Vlahovic che proprio non riesce a essere innescato dalla Juve.

NEL DESERTO – I tiri nello specchio si contano sulle dita di una mano, su azione sono appena tre nelle prime cinque partite stagionali. I palloni toccati sono sempre pochissimi, il record negativo resta quello della partita con la Sampdoria (9 in tutto, compreso il calcio d'inizio e due intercetti su corner avversari). Eppure il suo lavoro è sempre notevole, anche fin troppo dispendioso per un giocatore che fa la lotta con l'intera difesa avversaria per tutta la partita nonostante una condizione ancora precaria. Il problema c'è e sta tutto in un sistema, quello della Juve, che proprio non riesce a trovare una soluzione per sostenere il proprio centravanti e metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio. Una soluzione che va individuata, perché (anche) dalla vena realizzativa di Vlahovic passeranno i successi della Juve. Con Max Allegri che da gennaio in poi ha provato con moduli e compagni di reparto differenti, senza che la sostanza sia mai cambiata. Perché Vlahovic c'è, dà tutto, è uno vero. Ma è sempre e comunque troppo solo. Sembra sempre e comunque abbandonato un po' a se stesso.