Juventus, altra squadra rispetto a Berlino: è un nuovo ciclo

La Juventus, dopo la sconfitta del 6 giugno 2015 rimediata in finale di Champions League a Berlino, ritrova sul proprio cammino il Barcellona. Incontro strano quello che andò in scena nella capitale tedesca, dominato per buona parte dai blaugrana, con una Vecchia Signora che riuscì a trovare il pareggio con Morata e, per poco, anche il guizzo vincente; salvo poi arrendersi allo strapotere degli attaccanti blaugrana.

Rispetto alla finalissima, la Juventus è cambiata profondamente. Di quella formazione andata in scena nell'impianto teutonico, infatti, solamente cinque giocatori fanno ancora parte della truppa bianconera: Buffon, Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci e Marchisio. E di questi, allo stato attuale delle cose, solamente in due – ovvero il portiere toscano e l'estremo difensore viterbese – sono sicuri di partire titolari domani sera.

Il condottiero è rimasto Massimiliano Allegri, alla sua terza stagione sulla panchina zebrata, tecnico che ha saputo dare a Madama un'identità europea. Da sempre a suo agio con questa manifestazione, fin dai tempi del Milan, l'allenatore toscano cerca il suo primo successo in Champions League.

La rosa c'è, ideata per intraprendere un copione tattico che avrebbe dovuto oscillare tra il 3-5-2 e il 4-3-1-2, e che invece s'è ritrovata ad interpretare magistralmente il 4-2-3-1, sistema di gioco studiato proprio per andare oltre i compiti italiani.

GFX Juventus 2015

A Berlino, a coronamento di una cavalcata straordinaria, la Juventus s'è ritrovata per certi versi sorprendentemente ad affrontare il Barcellona. Merito di un gruppo qualitativamente eccelso, caratterizzato da un rombo inarrivabile: Pirlo vertice basso, Marchisio e Pogba interni, Vidal ad agire dietro le punte. Ora è rimasto solo Marchisio, non in perfette condizioni fisiche, prima opzione dietro Khedira e Pjanic.

In attacco, pur annoverando nel 2015 due grandi centravanti come Tevez e Morata, la Juventus potenzialmente con Higuain e Dybala sembra avere qualcosa in più. La coppia albiceleste, fresca di ottima prestazione contro il Chievo Verona, può seriamente mettere a nudo i limiti della retroguardia blaugrana. Chi non ha potuto sfidare – infortunato – la MSN è Chiellini, il quale affiancherà Bonucci nell'imminente primo round.

La Juventus è cresciuta sensibilmente in termini di mentalità, ora la Champions League non fa più paura, obiettivo dichiarato da centrare con convinzione e determinazione. E se il Barcellona è rimasto pressoché lo stesso, senza Dani Alves, Xavi e Pedro (gli ultimi due partiti dalla panchina a Berlino), i penta-campioni possono fare affidamento sulla carta sorpresa. I blaugrana per Allegri sono un libro aperto, mentre Luis Enrique dovrà confrontarsi con una nuova realtà. E non sarà semplice.

 

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