Juventus, i campioni crescono con futsal: Musti responsabile area

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 12 mar. (askanews) - Il 16 luglio 2020 sul proprio sito ufficiale la Juventus ufficializzava la nascita dell'Area Futsal all'interno del proprio settore giovanile. Apripista verso le innovazioni, il club bianconero affidando la gestione all'ex Ct della Nazionale di futsal Alessio Musti apriva le proprie porte al pallone a rimbalzo controllato. A distanza di sei mesi dall'inizio dell'attività di campo, l'allenatore della Juventus e il nuovo Presidente della Divisione Calcio a 5, Luca Bergamini, hanno avuto un'occasione di confronto.

"Mi ha fatto piacere - ha raccontato a margine dell'incontro proprio Musti - e ringrazio il presidente Bergamini: lo conosco da tanto tempo, è uno di quei giocatori che mi ha fatto appassionare al nostro sport". Uno sport, una disciplina, che l'allenatore di Juventus ha avuto l'occasione di portare all'interno del più importante club professionistico italiano: "Non posso certo dire che mi manca il futsal, non giro per i palasport d'Italia, ma sono totalmente preso dal progetto stando in campo dieci ore al giorno. All'interno del mondo Juve sto provando a trasmettere l'amore che ho raccontandone tutti gli aspetti positivi".

L'apertura della Juventus verso il futsal nasce "a seguito di una valutazione circa le opportunità offerte dall'applicazione delle metodologie tipiche del futsal ai fini del completamento del percorso di crescita dei ragazzi del vivaio bianconero", si legge nella nota ufficiale di presentazione della società piemontese.

"Devo ringraziare la precedente presidenza della Divisione - prosegue Musti - che mi ha permesso, assieme ad Alfredo Paniccia, di sviluppare il progetto 'Futsal in Soccer'. L'idea di interazione fra le discipline nasce da lì e sono contento che questa ideologia sia condivisa anche dalla presidenza Bergamini". Il drop-in e il drop-out dei calciatori di calcio 11 è stato infatti uno dei temi principali della campagna elettorale che ha portato Bergamini all'elezione presidenziale. "Futsal in Soccer ci ha permesso di entrare all'interno dei settori giovanili dei club professionistici: devo dire che spesso abbiamo trovato poca conoscenza del futsal, in particolare rispetto alla bellezza e all'utilità che questo sport può avere nei confronti del calcio, con particolare riferimento all'attività di base e ai settori giovanili. Con Juventus ci sono stati degli incontri formativi all'interno degli "Juventus Studium" e da lì è partita la nostra collaborazione".

Passati sei mesi di lavoro sul progetto, l'idea che calcio a 11 e calcio a 5 possano lavorare di pari passo si è ancor più radicata: "Il progetto Juve non si discosta molto da quanto disegnavamo con Futsal in Soccer. La settimana è strutturata su una parte analitica, una situazionale e una prevalentemente legata alla gestualità specifica, fino al rafforzo dei duelli individuali come l'uno contro uno. Questo tipo di percorso è vitale, non solo ovviamente per i club professionistici, ma anche per il mondo del calcio a 5 che potrebbe così beneficiare e attingere a un grande bacino di giocatori, andando ad intercettare tutti quegli atleti che finiscono il percorso nel settore giovanile (il drop-out di cui sopra, ndg)".

Per far sì che questo possa essere un percorso valido, da estendere anche ad altri club calcistici, bisognerebbe lavorare anche in un'altra direzione: "Quella della formazione di allenatori e istruttori di calcio per il calcio a 5 - prosegue Musti -. Dai 6 ai 10 anni i due sport sono identici e per questo si può fare un lavoro di indirizzo del giocatore verso entrambe le discipline. Vitale sarebbe dare ai ragazzi i giusti strumenti e le giuste conoscenze di un possibile doppio sbocco futuro. Le prossime generazioni di calciatori conosceranno il calcio a 5, il pallone a rimbalzo controllato, le regole di questo sport. Juventus si è dimostrata un club come sempre lungimirante, dalla mente aperta anche verso questo tipo di percorso: il tutto porterà vantaggi all'intero sistema futsal, perché nel momento del drop-out il calciatore potrà vedere il calcio a 5 non come un ripiego, ma come un'opportunità vera e propria, perché è stata formata una cultura di calcio a 5 anche in giovane età".

Proprio la formazione degli allenatori dell'attività di base è uno dei compiti principali di Musti in Juventus: "A Vinovo ci sono circa 25 allenatori suddivisi fra le varie categorie - racconta l'ex Ct Azzurro -. Il mio compito, oltre a quello di campo, è quello di formarli riguardo alla metodologia che si applica durante un allenamento di futsal. Ogni settimana tutte le categorie dall'Under 8 all'Under 17 svolgono allenamenti di calcio a 5. Se nell'agonistica intervengo e alleno in prima persona, sull'attività di base il mio compito è prettamente di supervisione e correzione verso gli allenatori, più che sui ragazzi".

A Vinovo il futsal è ormai di casa: "C'è stato davvero un impatto positivo. Attraverso l'utilizzo di una metodologia chiara, specifica per il calcio a 5, i miglioramenti dei ragazzi, specialmente dei più giovani, sono stati netti. Ci alleniamo su campi appositamente tracciati 40x20 con pallone a rimbalzo controllato. Per ora lo facciamo sul sintetico ma questo perché le strutture al chiuso che erano state individuate non permettono accessi viste le restrizioni Covid. Quello che Juventus sta provando a fare è dare un'identità chiara del calcio a 5. Tra qualche anno avremo ragazzi cresciuti alla Juventus che sanno cosa è il calcio a 5 e questo è già di per sé un passaggio fondamentale. Il nostro è un progetto facilmente replicabile in altri club a patto di accettare che il percorso di crescita non porterà frutti nell'immediato, ma ci vorrà tempo: probabilmente i primi risultati si vedranno quando i bambini che oggi hanno 10 anni saranno eleggibili per la Primavera. A ora, infatti, l'intervento in una categoria come l'Under 17, dove si trovano dei giocatori quasi totalmente già formati, è più integrativo e marginale, mentre sull'attività di base possiamo lavorare in maniera più profonda".

L'obiettivo "più alto", da amante del mondo a rimbalzo controllato, è quello di sdoganare finalmente il calcio a 5 da quelle dinamiche che lo legano alle sue origini di calcetto: "Il nostro è già oggi uno sport ben strutturato e con un buon livello di professionalità. Il problema è che molti lo identificano ancora come uno sport estremamente amatoriale, una dimensione già da tempo abbandonata. Questo è il grande scoglio che nel corso di questi anni mi sono trovato ad affrontare: in Juventus, invece, c'è grandissima apertura mentale a livello dirigenziale e tecnico e sono stato integrato in maniera eccezionale, riscoprendo grande interesse da parte di tutti. Sono molto felice del percorso e dell'esperienza che sto facendo, mi ritengo molto fortunato". E il futsal italiano dovrebbe essere riconoscente a figure come Alessio Musti che sono riuscite a portare questo sport al di fuori delle solite dinamiche, aprendo al calcio a 5 le porte della più importante società sportiva italiana. "Sarei felice se, attraverso il mio percorso in Juventus, si riuscisse a dare un segnale a tutto il movimento a 11, perché l'introduzione del futsal nei settori giovanili delle squadre professionistiche, così come all'estero accade già da 15-20 anni, è una delle più importanti riforme di cui il pallone avrebbe bisogno".