Juventus, Chiellini e la differenza tra Allegri e Sarri: "Dobbiamo valorizzare il bel gioco"

Il capitano della Juve, Chiellini, a margine del Gran Galà del Calcio: "Abbiamo bisogno di una scintilla che ci dia qualcosa a livello emotivo".
Il capitano della Juve, Chiellini, a margine del Gran Galà del Calcio: "Abbiamo bisogno di una scintilla che ci dia qualcosa a livello emotivo".

La parola a Giorgio Chiellini. La parola a un professore della difesa, così definito da José Mourinho. Il capitano bianconero, in occasione del Gran Galà del Calcio AIC, ai microfoni di “Sky Sport” non ha fatto mancare una lucida analisi sul confronto della Juventus di ieri e quella di oggi. Dunque, su Max Allegri e Maurizio Sarri.

Prima riflessione sulla filosofia sarriana, anche vista da avversario:

Le squadre del mister, anche negli anni passati, riuscivano ad avere solidità difensiva quando riuscivano a mantenere alta intensità e pressione della palla lontano dalla propria porta. Quando per vari motivi, a volte fisici, a volte di superiorità dell’avversario, si trovavano a difendere più vicini alla loro porta, hanno sempre fatto fatica. Perché hanno un modo di fare che consiste nella ricerca costante dello stare nella metà campo avversaria anche in fase difensiva”.

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Il passato, comunque, non si dimentica. A maggior ragione con 11 trofei in 5 anni ottenuti con la precedente gestione.

 “Con Allegri era un concetto totalmente diverso: o si prova a riconquistare subito il possesso, altrimenti ci abbiamo, restiamo compatti e proviamo a sfruttare le nostre qualità e difendiamo dietro la linea della palla in 8 giocatori e, se possibile, anche in 9. Avevamo il baricentro più basso, con alcuni vantaggi e svantaggi, perché poi chiaramente quando recuperi la palla più basso devi fare più fatica per arrivare lontano e tutto sta nel trovare il giusto equilibrio”.

Occhi puntati sui nuovi concetti portati alla Continassa dall’ex tecnico del Chelsea:

 “Stiamo lavorando, non c’è tanto tempo per lavorare perché dalla fine di agosto in poi abbiamo solamente giocato. Credo che gennaio e febbraio siano due mesi in cui si possa lavorare un po’ di più e lì dovremo assolutamente dare quell’upgrade sui concetti che abbiamo avuto in questi mesi”.

Piede sull’acceleratore verso l'estetica, ingrediente fondamentale per continuare a vincere:

Dobbiamo valorizzare il bel gioco, avere più emozione, di farlo un po’ di più. Perché abbiamo bisogno di un qualcosa che ci trascini, di una scintilla che ci dia un qualcosa in più a livello emotivo. L’abbiamo sempre trovata negli anni passati nel difendere: godevamo a vincere 1-0. Poi il 2-0 lo facevano Cristiano, Dybala o Mandzukic nell’ultimo quarto d’ora. Adesso bisogno rischiare il 2-1, il 3-1, stare più di là rischiando e osando. Perché questo è un passaggio che stiamo cercando di fare per arrivare a marzo nelle partite che contano. Bisogna fare partite come quella contro l’Inter, in cui abbiamo rischiato, ma che abbiamo giocato con spavalderia creando tanto e meritando di vincere”.

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