Juventus, come cresce bene Rugani: prestazione mostruosa a Pescara

Nella Juventus tornano Buffon, Pjanic e Cuadrado. Milan con Kucka e Lapadula, la Roma ritrova De Rossi. Inzaghi lascia fuori Keita nel derby.

Premessa: non c'era bisogno di Pescara - Juventus per capire il valore di Daniele Rugani . Tuttavia, per non perdere le buone abitudini, il centrale difensivo della Vecchia Signora ha deciso di regalarsi una grande giornata, trovando una prestazione pressoché perfetta. Annullati gli elementi offensivi schierati da Zdenek Zeman , tanta personalità – come ormai da consuetudine – in fase d'impostazione.

I margini di miglioramento, valutando la verdissima carta d'identità, non mancano. La Vecchia Signora annovera tra le sue fila un'autentica certezza, cresciuto vistosamente alla sua seconda annata – tra i grandi – della Juventus. Merito di Max Allegri , sempre a suo agio con i talenti. Merito del diretto interessato, maturo a tal punto da accettare la panchina, inevitabile considerando il valore assoluto del pacchetto arretrato bianconero.

Gli impegni, e ciò gioca in favore del turnover, sono molteplici e ravvicinati. Dunque, c'è sempre bisogno di tutti. E Rugani, con 19 gettoni conditi da 3 goal, ha ampiamente dimostrato di essere una certezza. Tutti si fidano dell'ex Empoli: allenatore, compagni e tifosi. In parole povere, il numero 24 zebrato rappresenta il futuro degli attuali penta-campioni, pronti ad ottenere un posto nella leggenda mettendo le mani sul sesto scudetto di fila.

Rugani, con classe e determinazione, allo 'Stadio Adriatico' ha fornito un contributo all'insegna della manifesta superiorità. Ecco i numeri più significativi: 112 palloni toccati (più di tutti), 100% in duelli vinti, 7 possessi guadagnati, 86,7% in passaggi riusciti. Certo, il Pescara non vanta lo stesso spessore tecnico del Barcellona, ma il calciatore toscano – quando chiamato in causa – risponde incessantemente presente.

Ottimi segnali per gli uomini di corso Galileo Ferraris, da tempo proiettati a costruire la difesa che verrà, tra un Rugani lanciato senza remore dopo l'ottimo apprendistato alla corte di Maurizio Sarri , e un Mattia Caldara che – via Atalanta – in futuro dovrà imporsi sotto la Mole. Sagacia.

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