Juventus-'ndrangheta, interviene Uva: “In corso un processo mediatico”

Il Procuratore Federale ha chiesto una lunga inibizione per il presidente della Juventus Andrea Agnelli per il 'caso biglietti'.

Juventus-ultras? Mi sembra che la Commissione Antimafia stia facendo un processo molto mediatico, forse ci sarebbero problemi più importanti per l'Italia anziché la questione biglietti dati dai club. Sulla Juventus c'è un procedimento che, in piena autonomia, concluderà il suo iter: se è stata violata qualche norma, si vedrà”. Parole del direttore della Figc, Michele Uva, intervenuto su una delle questioni più dibattute degli ultimi tempi.

Immediata la replica del vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava: “Se il d.g. della Federcalcio definisce 'una cosa banale' un'inchiesta penale sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel circuito del tifo organizzato, c'è da essere preoccupati. Se poi si chiede alla Commissione Antimafia di occuparsi d'altro, c'è da essere anche imbarazzati”.

Il carico da novanta arriva però da Rosi Bindi, presidente della Commissione Antimafia: “Non facciamo processi, men che meno mediatici. Di questo si cerchino altrove le responsabilità. Preoccupa che il direttore generale della Federcalcio ritenga che ciò di cui ci stiamo occupando non sia una cosa seria. Ciò che fa male all'Italia sono le mafie, anche quando si infiltrano nello sport, e la sottovalutazione di questo fenomeno. L'inchiesta della Commissione proseguirà a tutto campo”.

Servirà chiarezza. Tanta. In una marea di scartoffie ci sarebbero due intercettazioni mai viste agli atti, con una Juventus che ammette i suoi errori nella gestione della vendita dei posti assegnati, ma che smentisce categoricamente presunti rapporti fra il numero uno di corso Galileo Ferraris, Andrea Agnelli, e Rocco Dominello, rinviato a giudizio nell'inchiesta penale “Alto Piemonte”.

Esplicita la posizione del club bianconero tramite le parole del suo avvocato Luigi Chiappero davanti alla Commissione parlamentare Antimafia: “Mi piacerebbe ci fosse una desecratazione di tutto quanto perché mi sono stati evidenziati un paio di messaggi che, francamente, nelle carte non ho trovato; neanche all'interno del deferimento sportivo”. Chiaro riferimento al procuratore della Figc, Giuseppe Pecoraro, firmatario del deferimento di Andrea Agnelli. Curiosità: il quadro generale s'è scatenato dopo il 6 marzo, ovvero post elezioni Figc.

Interessanti le dichiarazioni rilasciate a 'RadioVS', la radio ufficiale di VecchiaSignora.com, dal Senatore Stefano Esposito (membro della Commissione Antimafia): "Fatico a credere che se esistesse un'intercettazione come quella su Agnelli non ci sia stata fornita prima. Non posso accettare che senza prove venga fatto questo processo mediatico sulla Juventus e sulla mafia".

Ma, paradosso del momento, non solo la difesa della Juventus vuole fare luce sulla veridicità di queste fantomatiche intercettazioni, bensì il medesimo interrogativo se lo pongono anche gli stessi membri della Commissione. Insomma, la società bianconera rigetta tutte le accuse riguardanti presunti rapporti con persone legate al mondo della criminalità organizzata. E Agnelli, dal canto suo, s'è reso disponibile ad essere ascoltato dai parlamentari. Parallelamente, l'operato della Commissione si sposterà su altri club per comprendere ulteriormente i rapporti con le curve.

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