Juventus, senza Pjaca nessun ricambio: spazio ad altri sistemi di gioco

Marko Pjaca dovrà rimanere lontano dai campi di gioco per parecchio tempo a causa della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Altra brutta botta dopo la micro frattura al perone di inizio stagione. Prima annata in bianconero all'insegna della massima sfortuna, Juventus costretta a dover convivere con un reparto offensivo ridotto ai minimi termini.

Il passaggio al 4-2-3-1, fin qui proposto con grande successo da Massimiliano Allegri, richiede l'utilizzo di tutti gli elementi d'attacco che compongono la rosa: Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. E senza il giovane croato, il tecnico toscano dovrà iniziare a valutare nuove idee tattiche, considerando anche lo stop del baby Kean, ai box per una distorsione alla caviglia rimediata al Torneo di Viareggio. Piove sul bagnato, non la miglior prospettiva valutando la valenza dei prossimi impegni, occhi principalmente puntati sul doppio confronto contro il Barcellona.

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La svolta rock relativa al nuovo sistema di gioco, proiettata allo sviluppo d'attacco, non offre grandi possibilità di scelta. Abbondanza assoluta tra difesa e centrocampo, bocche di fuoco contate. Insomma, Allegri dovrà essere bravo – valutando le tre competizioni – ad ottimizzare le risorse a disposizione, affidandosi con convizione alle cosiddette seconde linee.

Il 4-2-3-1 andrà in qualche modo salvaguardato e, per centrare questa missione, l'allenatore livornese è chiamato a dare maggiore fiducia a coloro che sinora hanno trovato minutaggio limitato. Lecito aspettarsi un contributo proficuo da Sturaro, autore fin qui di 22 gettoni, autentico jolly utilizzabile in diverse situazioni di gioco.

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Discorso analogo, pur con mansioni differenti, per Rincon. L'ex genoano, sbarcato sotto la Mole nella finestra invernale, per il momento s'è limitato ad offrire il suo apporto in nome del puro turnover, ottendendo – quasi sempre – prestazioni più che sufficienti. Nel quadro va incluso anche Lemina, entrato ed uscito rapidamente dal radar allegriano, giocatore alla ricerca della consacrazione.

Allegri ha ampiamente dimostrato di non aver dogmi: avventura in bianconero iniziata con il 3-5-2, passaggio con tanto di cavalcata verso Berlino avvalendosi del 4-3-1-2, senza sminuire qualche dose di 4-3-3. Uno stratega così arguto, dunque, non avrà problemi a gestire questi mesi in cui la sua squadra è chiamata a fare la voce grossa su tutta la linea. Auspicando, ovviamente, che la malasorte non produca più infortuni.

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