Kobe Bryant: l’ASI ha chiesto la cittadinanza onoraria per lui

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Kobe Bryant: l’ASI ha chiesto la cittadinanza onoraria per lui
Kobe Bryant: l’ASI ha chiesto la cittadinanza onoraria per lui

Dopo la morte del campione dei Lakers, tutto il mondo si è mobilitato per ricordarlo tra tornei, commemorazioni e saluti da parte delle società sportive. Anche l’Italia ha fatto la sua parte, con l’ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) che ha chiesto la cittadinanza onoraria per Kobe Bryant.

Cittadinanza onoraria per Kobe Bryant

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L’ASI ha infatti espressamente fatto richiesta di una concessione ‘post mortem’ per meriti speciali, già conferita in vita (ex articolo 9 della legge 91/92) ad atleti che si siano distinti per grandi meriti sportivi. Si tratta di una procedura complessa, che la Legge sulla cittadinanza prevede, in via ordinaria, come concessione meritoria e non alla memoria. Ma, come per altri casi particolarmente emblematici in cui si è richiesta la cittadinanza onoraria per meriti speciali post mortem, anche nella peculiarità del caso di Kobe Bryant la Società ha ritenuto che ci siano le giuste ragioni per la concessione. “Un gesto di apprezzamento e di considerazione che, ancorché solo simbolico, ci appare importante e solenne“, ha specificato.

Kobe Bryant e l’amore per l’Italia

Innanzitutto Kobe Bryant aveva tanto di italiano nell’educazione e nell’istruzione ricevuta in sette anni di permanenza nel Belpaese al seguito del padre Joe Jellybean Bryant. Dal 1984 al 1991 costui ha infatti vestito le maglie di Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Amava poi tornarvi per trascorrere le vacanze dopo la stagione ufficiale tanto da aver sempre detto di voler comprare una casa in Italia. “Ma non riusciva a scegliere il posto talmente trovava bella qualsiasi nostra città“, ha continuato l’ASI.

Per questo, consci dell’amore di Kobe per la nostra nazione, l’associazione ha ritenuto di chiedere un’attestazione di riconoscenza per quello che lui ha donato allo sport italiano. E anche, ha concluso, per ricambiare quel legame forte, intimo, intenso e profondo che l’atleta provava nei confronti del nostro Paese.

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